Tra le varie conseguenze che l’ondata di maltempo che ha investito la provincia di Reggio Emilia in questi primi giorni di luglio sta lasciando dietro di sé ci sono anche i danni provocati nelle campagne – in particolare alle coltivazioni, ma anche ad alcune strutture agricole.
“La tanto attesa pioggia, necessaria per contrastare la siccità delle ultime settimane, fortemente aumentata dalle altissime temperature, è arrivata anche nella nostra provincia, però non senza conseguenza negative, come ormai accade di frequente”: è questo il grido d’allarme lanciato da Coldiretti Reggio Emilia, sulla base di un primo monitoraggio effettuato sul territorio.
Nel Reggiano le aree più colpite sono state quelle tra Novellara, Correggio, Cadelbosco di Sopra e Bagnolo in Piano: piogge intense, forti raffiche di vento e grandinate a macchia hanno bersagliato ortaggi, frutta e vigneti, ma hanno anche scoperchiato serre, sradicato piante e danneggiato produzioni agricole ormai prossime alla raccolta.
Il riscaldamento globale, ricorda l’associazione, “colpisce in modo particolarmente evidente il bacino padano”, come aveva anche sottolineato il meteorologo Luca Lombroso, ospite proprio di Coldiretti Reggio nelle scorse settimane: questo non significa soltanto temperature più elevate, perché le conseguenze del cambiamento climatico comprendono anche una crescente variabilità meteoclimatica e un maggior rischio di eventi estremi.
Una variabilità emersa con grande evidenza proprio in questi giorni: se alcune aree a nord della via Emilia stanno ancora contabilizzando con precisione tutti i danni causati dall’ondata di maltempo, infatti, nelle zone della Val d’Enza “continua invece l’annoso problema dell’assenza di acqua”, segnala il direttore della Coldiretti reggiana Alessandro Corchia. Un’estate a due facce, dunque, ed entrambe nascondono insidie.






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