Nella serata di martedì 30 giugno c’erano anche don Marco Ferrari, vicario episcopale per la carità e le missioni e parroco in solidum dell’unità pastorale Buon Pastore e santi Anselmo, Antonio, Luigi e Pellegrino, e don Stefano Borghi, collaboratore della stessa unità pastorale, alla camminata organizzata dal Comune di Reggio Emilia per ricordare Raffaele Stipa, il titolare della pizzeria Yoghi aggredito e ucciso a coltellate per futili motivi la sera precedente.
Nell’occasione è stato letto ai presenti il messaggio inviato dall’arcivescovo Giacomo Morandi: “A nome di tutta la comunità diocesana di Reggio Emilia-Guastalla desidero manifestare il più profondo cordoglio per quanto accaduto e pregare in suffragio dell’anima di Raffaele Stipa. Esprimo nel contempo la vicinanza nella preghiera della nostra Chiesa alla sorella rimasta ferita, ai parenti di Raffaele e alle numerose persone che negli oltre vent’anni di esercizio dell’apprezzata attività di pizzaiolo hanno avuto modo di conoscerlo e stimarlo”.
“Chiediamo al Signore della vita di confortare chi oggi è nello sgomento e nel pianto con il dono di presenze amiche”, continua mons. Morandi: “Alle autorità tutte chiedo di continuare ad adoperarsi affinché la disperazione che sembra impossessarsi in modo feroce del cuore di nostri fratelli e sorelle possa essere intercettata e lenita da percorsi di prevenzione e di supporto sempre più capillari, nel rispetto della dignità di tutti, specialmente delle persone più vulnerabili”.
Questo, secondo l’arcivescovo, “è il momento del silenzio e del raccoglimento, ma anche della solidarietà attiva: la camminata di questa sera è un modo concreto per non lasciar cadere ogni singolo episodio di violenza, così che il virus dell’indifferenza non abbia a inocularsi nel nostro tessuto sociale. Dinanzi al mistero di male continuiamo a lavorare insieme per testimoniare e recuperare, ove sfigurato, il senso sacrale e il valore incommensurabile della vita umana”.






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