Saldi estivi, Confcommercio Reggio: “I centri storici crescono col Sense of Italy”

saldi vetrina negozio abbigliamento – FM

Il 4 luglio anche a Reggio Emilia inizia la stagione dei saldi estivi, che durerà per i successivi 60 giorni. Ogni anno sulla data di inizio dei saldi il dibattito all’interno della categoria è sempre molto intenso, perché il cambiamento di scenario per gli acquisti stagionali pone oggi nuove sfide.

“Spostare i saldi significa intervenire sul calendario, non sul problema”, spiega Marco Merola, presidente provinciale reggiano di Federazione Moda Italia, la federazione di Confcommercio che comprende commercio al dettaglio e all’ingrosso di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, articoli sportivi e tessile-arredamento: “La vera sfida del commercio e dei centri storici è recuperare attrattiva, identità e capacità di generare esperienze che motivino le persone a tornare nelle città”.

Le criticità principali, secondo Merola, sono altre: “Crescita dell’e-commerce e dei marketplace digitali, diminuzione dei negozi indipendenti e conseguente perdita di unicità, costi di gestione elevati per le imprese, difficoltà di accesso e parcheggio nei centri urbani, cambiamento delle abitudini di consumo, progressiva desertificazione commerciale che rende i centri meno attrattivi”. Per questo motivo, a suo modo di vedere il dibattito dovrebbe spostarsi da “quando fare i saldi” a “come ripensare il ruolo del negozio e dei centri storici”.

I saldi, chiarisce Merola, “non possono essere l’unica risposta a una trasformazione epocale del commercio. Serve una visione nuova dei centri storici: luoghi non solo d’acquisto ma di relazione, cultura, servizi ed esperienze. Il futuro del commercio non si decide spostando una data sul calendario, ma costruendo un progetto condiviso di città. D’altro canto il rilancio del commercio nei centri storici richiede un cambio di approccio: non basta aumentare gli eventi, ma occorre riportare il cliente-acquirente al centro delle politiche urbane e commerciali”.

Marco Merola, presidente della Federazione Moda Italia di Reggio Emilia
Per attuare questa visione, secondo il presidente provinciale di Federazione Moda Italia occorre innanzitutto passare dagli “eventi di piazza” agli “eventi di acquisto”: “Il successo del centro non si misura solo con le presenze generiche, ma con gli ingressi nei negozi e gli scontrini emessi. Servono iniziative mirate a chi desidera comprare, come weekend dello shopping con aperture straordinarie, personal shopper diffusi, fashion weekend e presentazioni di nuove collezioni. È necessario anche lasciare più spazio e margine di manovra alle attività per organizzare i propri eventi targhettizzandoli sul proprio pubblico: non tutti gli eventi vanno bene per tutte le attività. L’obiettivo è trasformare il cuore di Reggio e dei centri storici in un grande department store a cielo aperto”.

Un altro nodo cruciale, sottolinea ancora Merola, riguarda l’accessibilità: “Spesso la difficoltà di parcheggio è più una percezione che una realtà, ma va affrontata con soluzioni concrete: la prima ora di sosta gratuita, convenzioni coi parcheggi privati, navette dai parcheggi scambiatori e formule come il Park & Shop, già diffuse in alcune città europee, dove se compri in centro parcheggi gratis”.

Per Merola, inoltre, è necessario creare dei “distretti commerciali evoluti”. Cosa significhi lo spiega lui stesso: “Ogni distretto sarebbe una cabina di regia unica che coordina promozione, eventi e comunicazione, mutuando l’efficienza gestionale dei centri commerciali. Cosa che si sta cercando di fare, ad esempio, con l’Hub del centro storico a Reggio e in diversi comuni della provincia: iniziative che vanno alimentate e seguite con determinazione e responsabilità. La sfida si vince su specializzazione e identità. Il centro storico non può competere sul prezzo, ma deve puntare su esperienza, autenticità, relazione ed esclusività. Valorizzare la moda indipendente, l’artigianato, il design, l’enogastronomia e i prodotti locali significa offrire alle persone qualcosa che online non potranno mai trovare”.

Riprendendo un concetto espresso dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, per Merola il centro storico “potrebbe essere promosso non solo come luogo di acquisto ma come esperienza di stile di vita italiano: non più ‘vieni in centro perché c’è l’evento’, ma ‘vieni in centro per vivere il Sense of Italy’. Moda, gusto, artigianato, accoglienza, cultura e relazioni diventano un unico prodotto territoriale. In sintesi, la vera sfida non è organizzare più eventi, ma passare da una logica di animazione urbana a una logica di marketing commerciale territoriale, dove ogni iniziativa è progettata per generare traffico qualificato, ingressi nei negozi e vendite. Questo è il modello che oggi distingue i centri storici che crescono da quelli che si limitano a riempire le piazze”.



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