Domenica 14 giugno si è conclusa ufficialmente la XXI edizione di Fotografia Europea. Per sei settimane Reggio Emilia è diventata un grande laboratorio a cielo aperto fatto di immagini, riflessioni e incontri.
Il festival, promosso e organizzato dal Comune di Reggio Emilia e dalla Fondazione Palazzo Magnani con il contributo della Regione Emilia-Romagna, ha confermato la città come punto di osservazione ideale sul presente attraverso gli occhi della fotografia.
A fare da filo conduttore tra le diciannove mostre è stato il tema scelto dai curatori, “Fantasmi del quotidiano”: le immagini si sono trasformate in strumenti per scovare dettagli, memorie e possibilità sospese che spesso sfuggono, invitando i visitatori a riscoprire la propria routine con occhi nuovi e a prestare attenzione a ciò che è invisibile.
Il viaggio espositivo ha attraversato i luoghi più suggestivi di Reggio, partendo dai Chiostri di San Pietro, cuore pulsante del festival, per allargarsi agli storici palazzi da Mosto e Scaruffi e alla chiesa dei Santi Carlo e Agata e proseguire poi nelle sedi delle altre principali istituzioni culturali cittadine: i Musei civici, i Teatri, lo Spazio Gerra e la Collezione Maramotti.
Sono stati 11.152 i biglietti venduti per 23.000 presenze rilevate nelle sedi con ingresso a pagamento (Chiostri di San Pietro, Palazzo da Mosto, Palazzo Scaruffi e chiesa dei Santi Carlo e Agata); a queste si aggiungono i visitatori delle mostre gratuite (ma parte comunque del festival) allestite all’interno di Palazzo dei Musei (l’esposizione degli scatti di Luigi Ghirri – condivisa con la sede de I Teatri – e la XIII edizione di Giovane Fotografia Italiana) e allo Spazio Gerra (con la mostra dedicata alla poetica di Francesco Guccini), che hanno raggiunto le 32.000 presenze – per un totale dunque di oltre 55.000 presenze.
Particolarmente interessanti i dati delle provenienze: il 50% dalla provincia di Reggio, il 44% dal resto d’Italia, il 6% dall’estero (in questo caso con un raddoppio rispetto alla scorsa edizione, grazie anche al particolare interesse della stampa specializzata internazionale, che riconosce sempre di più il posizionamento del festival reggiano).
Tra le iniziative più significative di questa edizione si segnala la committenza affidata alla fotografa Simona Ghizzoni, il cui progetto ha permesso di esplorare la quotidianità del quartiere stazione di Reggio attraverso un percorso multidisciplinare che combinava fotografia, interventi pittorici e audio, offrendo nuove chiavi di lettura del contesto urbano e sociale.
Oltre alle esposizioni, numerose iniziative hanno arricchito il programma 2026 del festival, tra cui il premio dedicato al libro fotografico FE+SK Book Award, arrivato alla quinta edizione, nato dalla collaborazione tra Fotografia Europea e Skinnerboox, casa editrice di Jesi (Ancona) specializzata in fotografia contemporanea. La giuria, composta da Chiara Capodici, Tim Clark e Milo Montelli, ha selezionato come vincitore il libro “Pixels of Memories بكسلات الذاكرة” di Raisan Hameed.
Successo anche per il Circuito Off, l’evento collettivo e indipendente che completa Fotografia Europea con una serie di mostre diffuse in tutto il territorio cittadino e provinciale: quest’anno sono stati oltre 300 i progetti di fotografi professionisti, giovani alle prime esperienze, appassionati e associazioni. Parte di questo circuito è stato anche il progetto OFF@school, che ha coinvolto 15 scuole di Reggio e provincia.
Senza dimenticare lo Speciale Diciottoventicinque, il progetto formativo affidato quest’anno a Marcello Coslovi e Alex Tabellini di Sugar Paper, che hanno guidato i giovani partecipanti in una serie di incontri in presenza il cui esito è stato un racconto sotto forma di piccola pubblicazione, in cui sono emerse le diverse declinazioni del tema “Fantasmi del quotidiano”.
Ottimo risultato, infine, anche per le visite guidate e i laboratori di fotografia organizzati per le scuole di ogni ordine e grado dal Dipartimento Educazione della Fondazione Palazzo Magnani, che ha portato in visita oltre 150 studenti, 162 persone con fragilità in collaborazione con Farmacie Comunali Riunite (progetto “Reggio Emilia Città Senza Barriere”), più sette incontri con anziani e operatori di Asp Città delle Persone (progetto “Sguardi riflessi”) e 76 partecipanti ai laboratori per bambini e famiglie.






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