L’emorragia dell’area riformista del Partito democratico registra un nuovo, pesante capitolo. Dopo una serie di uscite consumate spesso nel silenzio o tra polemiche sotterranee, anche Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e una delle figure più autorevoli del Pd sul piano internazionale, ha annunciato il suo addio al partito. Una decisione che segna simbolicamente la rottura definitiva tra una parte del riformismo democratico e la linea politica impressa dalla segreteria di Elly Schlein.
A spiegare le ragioni della scelta è stata la stessa eurodeputata in un’intervista rilasciata al Foglio: “La casa dei riformisti non c’è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. È ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni”. Parole che condensano anni di tensioni interne, soprattutto sui temi della politica estera, del sostegno all’Ucraina, del rapporto con Israele e dell’identità stessa del centrosinistra italiano.
Secondo fonti vicine all’europarlamentare, Picierno aderirà al Partito Democratico Europeo guidato da Sandro Gozi, collocandosi nell’area liberaldemocratica europea del gruppo Renew. Una scelta coerente con il progressivo distacco maturato negli ultimi anni rispetto alla linea del Nazareno.
L’addio non arriva all’improvviso. Da mesi si moltiplicavano indiscrezioni sul crescente isolamento politico della vicepresidente dell’Eurocamera all’interno del Pd. Le sue posizioni, spesso divergenti rispetto alla maggioranza del partito, avevano alimentato tensioni sempre più evidenti. Già nelle scorse settimane osservatori e dirigenti dem davano per imminente una rottura ormai difficilmente ricomponibile.
La scelta di Picierno si inserisce in un quadro più ampio di malessere dell’area moderata e riformista. Nelle ultime settimane aveva fatto rumore anche l’uscita dell’ex ministra Marianna Madia, approdata nell’orbita di Italia Viva. Attorno ai nomi di altri esponenti riformisti continuano inoltre a circolare voci di possibili nuovi strappi, alimentando il dibattito sul futuro equilibrio interno del principale partito d’opposizione.
Per il Pd si tratta di una perdita politicamente significativa. Picierno non è soltanto una dirigente storica del partito, tra le protagoniste della stagione fondativa del Lingotto, ma anche una delle personalità italiane più influenti nelle istituzioni europee. La sua uscita certifica una frattura che da tempo attraversa il centrosinistra: quella tra la componente socialdemocratica guidata da Schlein e un’area riformista che non si riconosce più nell’attuale identità del partito.
L’interrogativo che ora si apre riguarda il destino di questo spazio politico. Se l’addio di Picierno rappresenti un caso isolato o l’inizio di una più ampia ricomposizione del campo riformista italiano sarà uno dei temi destinati a segnare il percorso verso le prossime elezioni politiche.







“una delle personalità italiane più influenti nelle istituzioni europee”…. sì a metà tra kallas e von der leyen…grande perdita…la costernazione regna sovrana…speriamo rimanga almeno la moretti…