Dopo alcune settimane di indagini, i carabinieri hanno identificato le due persone accusate di essere responsabili della brutale rapina messa a segno nel tardo pomeriggio dello scorso 7 aprile nella zona della stazione ferroviaria storica di Reggio Emilia, ai danni di un uomo di ottant’anni invalido al 100% e costretto sulla sedia a rotelle.
Nel mirino dei militari reggiani della Sezione operativa sono finiti un giovane uomo di 28 anni di nazionalità egiziana, senza fissa dimora e con precedenti specifici, e un complice di 30 anni di nazionalità cubana, poi risultato senza permesso di soggiorno: il primo, ritenuto l’autore materiale della rapina, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare nel carcere di Parma, dove era già detenuto per altri motivi; a carico del secondo, invece, accusato di aver fatto da “palo”, è scattato il divieto di dimora nell’intera provincia di Reggio, dove il trentenne non potrà far ritorno senza l’autorizzazione del giudice. Entrambi sono stati denunciati per concorso in rapina aggravata.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, lo scorso 7 aprile la vittima è stata sorpresa alle spalle mentre rientrava a casa in via monsignor Tondelli, nel quartiere della stazione: l’ottantenne è stato colpito da dietro da uno sconosciuto, che ha tentato di strappare all’uomo il marsupio che portava a tracolla. Nella colluttazione che ne è seguita, la carrozzina si è ribaltata e l’anziano è finito a terra; a quel punto l’aggressore, dopo aver rotto la tracolla del marsupio (contenente soldi in contanti, documenti sanitari e una tessera del supermercato), se ne è impossessato ed è scappato. Nella caduta, l’ottantenne è rimasto ferito alle gambe ed è dovuto ricorrere alle cure del personale sanitario.
I carabinieri, analizzando le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza della zona, sono riusciti a ricostruire passo dopo passo la dinamica dell’episodio, individuando non solo la persona responsabile dell’aggressione ma accorgendosi anche della presenza di una seconda persona sulla scena, un complice che fungeva da “palo”: quest’ultimo è stato ripreso dalle telecamere mentre rovistava nel marsupio appena rubato dal ventottenne. L’incrocio tra le immagini e il successivo riconoscimento fotografico effettuato dalla stessa vittima ha consentito agli inquirenti di dare un nome ai due presunti responsabili, facendo scattare le misure cautelari a loro carico.







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