Le celebrazioni per l’ottantunesimo anniversario della liberazione dell’Italia dal giogo del nazifascismo hanno lasciato strascichi – per quel che è successo e per quello che è stato detto in alcune piazze – sia a livello nazionale che a livello locale.
Per i consiglieri comunali reggiani di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega “non abbiamo assistito a una celebrazione della Liberazione. Abbiamo assistito alla sua occupazione ideologica. Un momento che doveva unire è stato trasformato in un concentrato di odio politico, intolleranza e propaganda. Una delle pagine più vergognose degli ultimi anni per la nostra comunità”.
“Non ci sorprende quanto accaduto a Reggio, alla luce di ciò che è avvenuto in tutta Italia: aggressioni e insulti contro cittadini e rappresentanti politici che esponevano la bandiera ucraina, contestazioni violente contro sindaci democraticamente eletti, in spregio alle istituzioni, imbrattamenti di targhe dedicate alle foibe, attacchi alla Brigata Ebraica, costretta ad allontanarsi sotto tutela delle forze dell’ordine. Se questa è la loro idea di libertà, il problema è serio. Perché chi pretende di dare lezioni di democrazia dimostra nei fatti di non saperla praticare”.
Per i rappresentanti reggiani di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, poi, “sono gravissime anche le parole del sindaco Massari” (qui il suo discorso integrale) “che ha scelto di usare il 25 Aprile come un comizio politico del Pd. Ha diviso invece di unire, ha giudicato invece di rappresentare. Questo non è senso delle istituzioni: è arroganza ideologica. Ancora più grave è aver piegato la Liberazione a una lettura politica attuale, arrivando a collegarla alla ‘vittoria del No’ al referendum. Una forzatura inaccettabile, che trasforma una festa nazionale in uno strumento di delegittimazione dell’avversario politico. Con una logica pericolosa: chi non è allineato viene automaticamente spinto fuori dal perimetro della democrazia”.
“Quando una celebrazione nazionale viene piegata per attaccare il governo e delegittimare chi non la pensa allo stesso modo, siamo davanti a un fallimento politico e culturale. E quando si arriva a insultare esponenti delle istituzioni da un palco della Resistenza, significa che il limite è stato superato. E come se non bastasse, tra quanto accaduto nelle manifestazioni nazionali e le parole del sindaco Massari, condanniamo anche quanto avvenuto a Casa Cervi: utilizzare quel palco per insultare le istituzioni democratiche è un fatto gravissimo. Quando si arriva a invocare la cacciata di un governo legittimamente eletto e a usare parole di odio contro rappresentanti dello Stato, si supera ogni limite”.
La Liberazione, concludono i consiglieri comunali reggiani di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, “non è proprietà privata di nessuno. È patrimonio di tutti gli italiani. E non può essere usata come clava politica. La libertà non si difende aggredendo chi porta una bandiera, imbrattando memorie storiche o cacciando chi non si allinea. La libertà si difende con il rispetto. E quel rispetto è mancato. Chiediamo alla sinistra reggiana di prendere le distanze dalle inaccettabili parole del sindaco Massari. Reggio Emilia merita celebrazioni che uniscano, non liturgie di parte che dividono e alimentano tensioni. Noi continueremo a privilegiare una politica non ideologica, che unisce e che non alimenta odio”.






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