Taglio ai fondi per i luoghi simbolo della Resistenza, la Regione coprirà il “buco”

conferenza stampa ER tagli siti storici Resistenza Errani de Pascale Allegni – RER

La Regione Emilia-Romagna ha chiesto al ministro della cultura Alessandro Giuli – e più in generale al governo Meloni – di reintegrare le risorse tagliate al fondo del Ministero della Cultura dedicato alla tutela e alla promozione del patrimonio morale, culturale e storico di alcuni dei luoghi simbolo della lotta al nazifascismo, della Resistenza e della Liberazione.

Sono cinque quelli riconosciuti a livello nazionale, e tre di questi si trovano proprio in Emilia-Romagna: l’Istituto Alcide Cervi di Gattatico, in provincia di Reggio Emilia; il Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto, nel territorio della città metropolitana di Bologna; la Fondazione Fossoli di Carpi, in provincia di Modena.

Stando alle ultime decisioni del governo, queste realtà nel 2026 dovrebbero fare i conti con una riduzione del 20% – rispetto al 2025 – dei trasferimenti statali. Quello del calo dei finanziamenti da parte del Ministero della Cultura è ormai un trend triennale: fino al 2023, i tre siti storici emiliano-romagnoli della Resistenza ricevevano annualmente uno stanziamento di 500.000 euro ciascuno. Dal 2024, invece, è stata applicata una riduzione del 5% in ogni nuova legge finanziaria: il contributo è sceso da mezzo milione a 475.000 euro nel 2024, poi a 451.250 nel 2025 (il 5% in meno rispetto all’anno precedente), per arrivare a quota 363.947 euro quest’anno – per la combinazione del taglio del 5% previsto dalla legge finanziaria e del più recente e ulteriore -15% inserito nel cosiddetto “Decreto Accise” approvato dal governo per la riduzione delle accise sui carburanti.

Si tratta, per ognuna delle tre realtà dell’Emilia-Romagna, di oltre 87.000 euro in meno rispetto allo scorso anno – di cui 64.000 euro solo per finanziare il temporaneo taglio delle accise.

Durante una conferenza stampa nella sede della Regione, a cui hanno partecipato anche i presidenti Vasco Errani (Istituto Alcide Cervi), Manuela Ghizzoni (Fondazione Fossoli) e Valter Cardi (Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto), il presidente della giunta regionale Michele de Pascale e l’assessora alla cultura Gessica Allegni hanno assicurato che la Regione “non lascerà mai sole queste istituzioni, questo vogliamo dirlo in modo chiaro e netto. La nostra richiesta al governo è di reintegrare i fondi necessari, ma contemporaneamente vogliamo rassicurare tutte le istituzioni della memoria perché continuino le loro attività: nessun evento venga tagliato, nessuna iniziativa venga cancellata. La Regione sarà al loro fianco, pronta a fare la propria parte e a intervenire con risorse proprie affinché sia preservata la memoria e la storia della nostra Repubblica, che nasce dalla Resistenza e dalla lotta al nazifascismo ed è custodita viva dai nostri siti storici”.

Grazie alla legge regionale sulla memoria del Novecento (n.3/2016), negli anni 2024-2026 i tre luoghi in questione hanno ottenuto complessivamente 576.000 euro di contributi regionali: 150.000 al Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto (50.000 euro per ogni annualità); 330.000 euro all’Istituto Cervi (110.000 euro per ciascuna annualità) e 96.000 euro alla Fondazione Fossoli (32.00o euro per ogni annualità).

“Abbiamo appena lasciato l’ottantesimo della liberazione, questo è l’anno degli 80 anni della Repubblica. Nel 2028 avremo gli 80 anni della nostra Carta costituzionale”, sottolineano de Pascale e Allegni: “Non sono festeggiamenti di parte, sono festeggiamenti di tutti gli italiani e di tutte le italiane per pagine di gioia e felicità, quelle della Repubblica e della Costituzione che hanno seguito gli anni tragici delle tragedie di questi luoghi e del resto del Paese. I tre istituti dell’Emilia-Romagna avevano messo in campo delle programmazioni molto importanti per questi anni, che rischiano di essere completamente annullate qualora il taglio venisse confermato. Chiediamo quindi al ministro Giuli e al governo Meloni di reintegrare immediatamente queste risorse: non è pensabile che si operino tagli a istituti così importanti, ne va della radice culturale italiana, del senso più profondo della nostra Repubblica”.



Ci sono 2 commenti

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  1. Ipocrisia unica Dea

    La greppia pubblica andrebbe annullata. Esistono i libri di storia, gli insegnanti di ogni ordine e grado, la memoria collettiva, il resto è denaro pubblico sprecato.

  2. Theodora

    Qualche inutile sportello in meno? La politica del buon padre di famiglia è davvero l’ illustre sconosciuta per questa allegra ammissione


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