Saranno esposte nei luoghi più accessibili di 27 comuni reggiani le cento opere selezionate tra quelle realizzate da studenti e studentesse di 14 classi del liceo artistico statale Gaetano Chierici di Reggio Emilia, tutte dedicate ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu.
I comuni che ospiteranno le opere sono: Albinea, Bagnolo in Piano, Bibbiano, Boretto, Brescello, Casalgrande, Castellarano, Castelnovo di Sotto, Castelnovo ne’ Monti, Cavriago, Correggio, Fabbrico, Gattatico, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio, Quattro Castella, Reggio Emilia, Reggiolo, Rio Saliceto, Rubiera, San Martino in Rio, San Polo d’Enza, Ventasso e Villa Minozzo
Un’immersione sul tema della sostenibilità che ha coinvolto oltre 300 giovani e che dal 6 al 22 maggio sarà visibile in strade, piazze e sale pubbliche di gran parte della provincia di Reggio, sancendo così l’avvio della seconda edizione reggiana del Festival dello Sviluppo Sostenibile: promosso da ASviS – Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, è la più grande rassegna nazionale dedicata alla promozione della sostenibilità ambientale, economica e sociale.
L’edizione reggiana – che al debutto, lo scorso anno, propose 75 eventi realizzati in diverse aree del territorio provinciale – è organizzata dalla cooperativa sociale L’Ovile con il patrocinio e la collaborazione dell’amministrazione provinciale, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dell’istituto Chierici e di 27 Comuni reggiani.

“Essere capofila del Festival dello Sviluppo Sostenibile di Reggio Emilia rappresenta per noi un’importante responsabilità e un’opportunità di servizio verso il territorio”, sottolinea il presidente della coop L’Ovile Valerio Maramotti: “La cooperazione sociale, per sua natura, nasce per costruire relazioni e generare valore condiviso. In questo senso, il festival è un’occasione concreta per rafforzare il dialogo tra istituzioni, scuola, università, imprese e cittadinanza, nella convinzione che solo attraverso un impegno comune sia possibile affrontare le sfide per uno sviluppo che sia insieme economico, sociale e umano”.
Il festival, evidenzia l’assessore al welfare della Provincia di Reggio Emilia Alberto Olmi, “rappresenta per il nostro territorio uno strumento per mettere in rete energie, competenze e idee che già oggi lavorano nella stessa direzione. La sostenibilità è una sfida quotidiana che riguarda il modo in cui viviamo le nostre comunità, progettiamo il futuro e utilizziamo le risorse. Esperienze come ‘Obiettivi Comuni’ dimostrano che il cambiamento può nascere proprio dalla capacità di costruire alleanze tra istituzioni, scuola, università, imprese e terzo settore. Come Provincia, il nostro impegno è quello di accompagnare e valorizzare queste connessioni, perché è anche nei territori, anche nei contesti locali che si gioca una parte decisiva delle sfide globali”.
Quest’anno, aggiunge Maramotti, “c’è un ingaggio specifico che riguarda i giovani e, non casualmente, gli studenti del Chierici, per poter così parlare di sostenibilità attraverso quel linguaggio artistico universale che smuove, al contempo, ragioni ed emozioni”.
Attraverso il progetto “Obiettivi Comuni”, spiega la dirigente scolastica del Chierici Elena Ferrari, gli studenti e le studentesse delle 14 classi coinvolte “hanno potuto confrontarsi con i temi della sostenibilità e tradurli in un linguaggio artistico capace di dialogare con la cittadinanza. Progetti come questi valorizzano la creatività dei giovani come strumento per leggere il presente e immaginare il futuro, rendendoli protagonisti di un racconto collettivo e contribuendo a portare la scuola nei 27 comuni aderenti all’iniziativa”.
Il progetto ha visto in campo oltre 300 studenti e studentesse che hanno realizzato altrettanti elaborati attraverso linguaggi artistici differenti (pittura, collage, disegno digitale): cento di questi sono stati selezionati e stampati su tela per essere installati nei luoghi significativi dei comuni aderenti, trasformando così lo spazio pubblico in un percorso espositivo diffuso e all’aperto.
Quello sui giovani, peraltro, è un doppio investimento dei promotori, perché alla mostra che prenderà il via il 6 maggio si associa anche un altro importante progetto, denominato “Agrifuturo”, che coinvolge sette giovani (cinque indirizzati alla laurea magistrale e due ricercatori) dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
“Un’esperienza di lavoro interdisciplinare”, dice Anna Maria Ferrari, delegata di Unimore per la sostenibilità ambientale, “che coinvolge studentesse e studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale, impegnati a sperimentare strumenti partecipativi e metodologie per la progettazione di idee innovative. Il progetto Agrifuturo, coordinato da L’Ovile con il contributo scientifico dell’università, in particolare dei professori Lara Maistrello ed Enrico Francia, si concentra su un tema fondamentale: promuovere lo sviluppo valorizzando la sostenibilità come leva di distinzione e competitività del sistema agroalimentare. La declinazione proposta – Ambiente, Agricoltura, Alimenti – riflette le tre dimensioni della sostenibilità (ambientale, economica e sociale), che gli studenti affrontano attraverso lavoro di gruppo, brainstorming e co-working su sfide concrete legate alle filiere produttive e al Festival dello Sviluppo Sostenibile di Reggio, spazio essenziale di dialogo tra università, territorio e comunità”.
Il percorso di studenti e ricercatori di Unimore si concluderà giovedì 21 maggio ai chiostri di San Pietro di Reggio con la presentazione dei risultati all’interno del calendario di eventi del festival, come momento di restituzione pubblica e condivisione con la cittadinanza.
Il programma del festival, nel frattempo, continua ad arricchirsi di eventi, tra i quali già spiccano alcune iniziative (visite, mercati contadini, laboratori e mercati del riuso) che si svilupperanno all’insegna dell’inclusività, coinvolgendo associazioni (tra queste Gast Onlus, che ha già in programma un evento sportivo nella giornata di sabato 16 maggio) impegnate nel sostegno e nell’accompagnamento di persone fragili.
Il 2026, osserva Luigi Di Marco, componente della segreteria generale dell’Alleanza italiana sviluppo sostenibile (ASviS), “segna un doppio anniversario: la decima edizione del Festival e i dieci anni dell’ASviS, ma anche un passaggio cruciale: mancano quattro anni alla scadenza dell’Agenda 2030 e, a livello globale, meno del 20% dei suoi target risulta raggiungibile con le attuali traiettorie, mentre molti risultano in stagnazione o regressione, tra crisi climatiche, tensioni geopolitiche e conflitti”.
La situazione dell’Italia, secondo Di Marco, “non è migliore: per sei obiettivi su diciassette il nostro Paese è peggiorato rispetto a 15 anni fa. Questi risultati non positivi ci spronano a fare di più, sempre di più e a interrogarci e confrontarci insieme su come fare meglio: questo è lo scopo del festival. Non siamo soli. Ci confortano i numeri dei festival locali: Reggio Emilia, Modena, Parma, delta del Po, Lecco, lago di Garda, Città metropolitana di Roma. I territori sono i veri protagonisti della messa in pratica della sostenibilità!”.






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