Mancano ormai solo due settimane all’inaugurazione di Fotografia Europea: dal 30 aprile al 14 giugno Reggio Emilia sarà invasa dai “Fantasmi del quotidiano”, tema della ventunesima edizione della rassegna culturale che anche quest’anno si ripromette di osservare i cambiamenti della contemporaneità attraverso gli occhi di grandi fotografi e fotografe e di giovani emergenti.
Oltre alle consuete mostre istituzionali, ospitate nelle sedi ufficiali del festival, torna anche il Circuito Off, l’anima più diffusa, partecipata e vitale della manifestazione: un progetto unico che trasforma Reggio in una grande piattaforma creativa condivisa.
Il cuore pulsante di questa sezione indipendente è da sempre proprio la partecipazione “dal basso”: fotografi e fotografe professionisti, emergenti e appassionati, insieme ad associazioni, scuole, esercenti e abitanti, allestiscono autonomamente mostre, incontri ed eventi, dando vita a una rete parallela – ma integrata – di arte fotografica che si estenderà in tutta la città e in provincia.
Quest’anno saranno 272 le mostre fotografiche del Circuito Off: 152 nel centro storico di Reggio, 61 fuori dall’esagono e 44 in provincia, più le 15 di Off@school. Un’esposizione diffusa che supera i confini degli spazi istituzionali per abitare luoghi quotidiani e inaspettati (negozi, cortili, bar, studi, case private), trasformando il tessuto urbano in una vera e propria galleria a cielo aperto, per rendere la fotografia un’esperienza accessibile, condivisa e profondamente radicata nel territorio. In questo contesto, ogni progetto diventa parte di una riflessione collettiva, dove sguardi individuali e visioni personali contribuiscono a costruire un racconto plurale e contemporaneo della realtà.
Il Circuito Off non è solo una sezione del festival, ma un dispositivo culturale che attiva comunità, stimola relazioni e restituisce alla città un ruolo centrale nella produzione artistica, confermando Fotografia Europea come uno spazio aperto, inclusivo e partecipativo: per queste ragioni, spiega l’assessore alla cultura del Comune di Reggio Marco Mietto, “il circuito rappresenta una leva di innovazione all’interno di questo come di ogni altro festival, poiché amplia l’accesso e rompe i confini tradizionali dell’esposizione. Un Off realmente liberato da vincoli istituzionali favorisce la sperimentazione di nuovi linguaggi visivi, formati espositivi e modalità di fruizione. Anche per questo la buona salute di un festival si misura dalla vitalità dell’Off”.
A coordinare le tante voci del Circuito Off, e a mettere in contatto fotografi e fotografe con i vari luoghi della città disposti a ospitarli, sono Annachiara Rea e Ilaria Gentilini dello staff della Fondazione Palazzo Magnani: “Ogni anno ci colpisce profondamente vedere quanto entusiasmo e quanta passione animino il Circuito Off: la risposta delle persone è straordinaria, è bellissimo attraversare una città così viva, costellata di mostre diffuse che la rendono un luogo di incontro, scoperta e partecipazione”.
Tra le tantissime mostre meritevoli di segnalazione, un accenno particolare merita Guido Borso, vincitore del Circuito Off 2025: dal 29 aprile al 10 maggio il suo nuovo progetto espositivo “River of Love in an Age of Pollution” sarà ospitato nello spazio ex Aci di via Secchi 3/c, a Reggio.
Prendendo spunto dall’omonimo libro pubblicato nel 2006 da David L. Haberman, Borso lavora sul fiume Yamuna, uno dei principali affluenti del Gange: nella tradizione indiana venerato come una divinità, ma al tempo stesso considerato un fiume biologicamente morto a causa del suo stato di inquinamento. Il lavoro di Borso prova a spostare lo sguardo, concentrandosi sulle persone che vivono il fiume ogni giorno e sulle forme di relazione che continuano a svilupparsi lungo le sue rive.






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