È un attacco scomposto e senza precedenti quello sferrato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro papa Leone XIV, “reo” – tra le altre cose – di aver recentemente organizzato una veglia di preghiera per la pace a San Pietro, in Vaticano (senza riferimenti diretti, ma è inevitabile il rimando all’attuale conflitto scatenato da Israele e Usa in Iran) e più in generale di essere “freddo” – quando non apertamente critico – nei confronti dell’attuale amministrazione americana.
Trump, in un lungo post sul suo social Truth, ha accusato il pontefice di essere “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera”, intestandosi persino il merito, in un certo senso, di aver fatto eleggere Prevost al soglio pontificio.
Immediata e secca la risposta di papa Leone XIV: “Non ho paura dell’amministrazione Trump”, ha detto ai giornalisti sul volo che da Roma lo stava portando ad Algeri, chiarendo che “non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui”. “Non penso si possa abusare del Vangelo nel modo in cui alcune persone stanno facendo”, ha aggiunto: “Penso che le persone che leggono (il messaggio di Trump, ndr) possano trarre le loro conclusioni”.
“Non sono un politico” e “parlo del Vangelo”, secondo il quale “bisogna costruire la pace”, ha ribadito il pontefice: “Smettiamola con le guerre!”, ha sintetizzato, insistendo sul “dialogo” e sulla “relazione multilaterale tra le nazioni per trovare una soluzione giusta ai problemi. Troppe persone stanno soffrendo, troppi innocenti sono stati uccisi, e credo che qualcuno debba alzarsi per dire che c’è una via migliore”.
La Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla si è immediatamente schierata al suo fianco, “accogliendo e condividendo” la posizione espressa dalla Conferenza episcopale italiana, la quale “rinnovando la piena comunione con il Santo Padre Leone XIV esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore dal presidente Trump”.
La Cei “ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Santo Padre vicinanza, affetto e preghiera, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero”.






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