Lavori ad AQ16, Reggio Civica: “Cantiere abusivo su immobile occupato abusivamente”

cantiere ponteggi Laboratorio AQ16 Reggio Emilia – RC

Continua a far parlare di sé – in negativo – il Laboratorio AQ16 di Reggio Emilia: dopo le polemiche per la scoperta dell’assenza di convenzioni o titoli formali che disciplinassero l’uso degli spazi del centro sociale reggiano (ravvivate proprio di recente dall’emergere di una relazione dei tecnici del Comune che hanno messo nero su bianco tutte le irregolarità riscontrate durante un sopralluogo risalente allo scorso gennaio), ora c’è un’altra questione – più piccola, ma che si aggiunge a tutto il resto – a far discutere.

Nel pomeriggio di giovedì 9 aprile, alcuni residenti della zona dell’ex Foro Boario hanno allertato la Polizia locale dopo aver notato alcuni ponteggi con operai al lavoro sul fabbricato di via Fratelli Manfredi 14, sede del centro sociale reggiano.

“Peccato che quell’immobile sia occupato senza titolo su proprietà comunale”, ricorda l’associazione Reggio Civica: “Peccato che l’amministrazione abbia già affermato che l’immobile non può essere utilizzato perché mancano le condizioni di sicurezza. Peccato che in questo Paese esistano le autorizzazioni edilizie, i piani di sicurezza, le notifiche preliminari e tutte quelle noiosissime carte che i lavoratori edili normali devono presentare prima di montare anche solo un trabattello. È intervenuta la Polizia locale, per fortuna: su segnalazione dei cittadini, non certo d’ufficio”.

Ora Reggio Civica chiede risposte alla giunta Massari: “Qualcuno in questa amministrazione ci spieghi: come si fa a predicare legalità, sicurezza sul lavoro e rispetto delle regole e poi voltarsi dall’altra parte quando su un immobile occupato in maniera abusiva si svolgono lavori abusivi? Come si fa a mandare i vigili sui balconi di chi non ha presentato la Scia per una finestra e poi permettere l’allestimento di un ponteggio fatiscente montato su un immobile occupato abusivamente? Chi ha autorizzato quei lavori? Con quale titolo? In base a quale norma? A Reggio Emilia le regole ci sono per tutti. O almeno, così ci raccontano. Noi continuiamo a vigilare e denunciare”.



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