Liste di attesa in sanità, la Regione: “Ridotti i tempi, ma non siamo ancora soddisfatti”

Michele de Pascale e Massimo Fabi sanità – RER

L’assessore regionale alla sanità dell’Emilia-Romagna Massimo Fabi, a margine di un evento in Regione, ha replicato alle critiche di Forza Italia, che aveva chiesto conto del drastico calo di prime visite ed esami diagnostici interpretandolo come la causa delle liste d’attesa “infinite”: “Con la delibera di giunta di tre anni fa – ha ricordato Fabi – abbiamo puntato sull’incremento dell’offerta e l’abbiamo fatto in maniera straordinaria, investendo 56 milioni di euro, quando il governo ci diceva di metterne 34”.

Con questi fondi, ha aggiunto l’assessore, “abbiamo incrementato di un milione e mezzo le prestazioni di tutta la regione”, ammettendo però che “questo non è stato sufficiente per contenere i tempi di attesa a un livello che riteniamo ancora soddisfacente”.

L’incremento delle prestazioni sanitarie, secondo Fabi, “ha ridotto i tempi d’attesa, perché nel post-Covid eravamo a un 50% di indice di performance, mentre ora siamo dal 75% al 78%”. Ciononostante, rimangono criticità: in particolare su oculistica e dermatologia, “perché non si trovano gli oculisti e i dermatologi”, e sull’endoscopia digestiva.

Per quanto riguarda le altre prestazioni, invece, per Fabi “i risultati si vedono, ma noi non siamo soddisfatti perché vogliamo lavorare sull’appropriatezza: non serve solamente produrre di più, quando il 50% delle prestazioni non sono appropriate, perché quello vuol dire sottrarre la prestazione che serve a chi ne ha bisogno”.



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