Il Partito Liberaldemocratico arriva anche a Reggio: “Di centro ma tutt’altro che moderati”

Partito Liberaldemocratico congresso regionale ER – PLD

In Italia, da circa un anno, esiste un nuovo partito di centro: era l’8 marzo del 2025, infatti, quando nacque il Partito Liberaldemocratico, oggi guidato dal segretario nazionale Luigi Marattin, che dallo scorso novembre si è radicato anche a Reggio Emilia con l’elezione della sua prima direzione provinciale.

Enrico Traino, segretario provinciale del Partito Liberaldemocratico di Reggio EmiliaUna direzione che arriva tutta dalla società civile, con un mix di manager navigati e giovani professionisti. Il segretario provinciale reggiano del Pld è Enrico Traino, ingegnere, per molti anni uno dei manager di primo piano di un gruppo multinazionale del settore metalmeccanico con sede a Reggio, affiancato da un gruppo dirigente che comprende Fabio Adelgardi, Luigi Amore, Alessandro Marconi e Marco Villa.

Un partito di centro “ma tutt’altro che moderato”, sottolinea Traino, particolarmente soddisfatto perché per la prima volta da undici mesi a questa parte il Partito Liberaldemocratico è comparso anche nelle risposte di uno dei sondaggi settimanali dell’istituto Swg sulle intenzioni di voto degli italiani, i cui risultati vengono mandati in onda ogni lunedì sera durante il telegiornale di La7. Il Pld, secondo quest’ultimo sondaggio, al momento è accreditato all’1% dei consensi.

Sondaggio dell'istituto SWG sulle intenzioni di voto per La7 - 2 febbraio 2026
“Alcuni ci chiedono se ci fosse bisogno di un nuovo partito moderato di centro”, spiega Traino: “Innanzitutto, non ci riconosciamo nella definizione di ‘moderati’, perché in questo nostro Paese bloccato dalle caste non c’è bisogno di moderazione, ma di proposte radicali. Noi partiamo dal principio che le risorse ottenute dalle tasse dei cittadini sono sacre, bisogna impiegarle bene e non sprecarle. Questo è vero anche nella nostra Emilia, dove la classe politica locale si è trasformata in una casta stanca e autoreferenziale, e assistiamo a un continuo aumento della spesa e quindi delle tasse prima che alla ricerca dell’efficienza”.

Per Traino “c’è invece certamente bisogno di un partito ‘di centro’, se con questo intendiamo orientato a proposte concrete e lontano da questo bipopulismo di destra e di sinistra. Il sondaggio di La7 ci segnala correttamente fuori dagli schieramenti, al centro insieme ad Azione, con la quale infatti sono in corso dei ragionamenti per un’alleanza che potrebbe diventare strategica e programmatica”.

“Non possiamo pensare di andare al governo con questa coalizione di destra sovranista e populista, né con questo indistinto ‘campo largo’; non possiamo pensare di governare con chi non ha la nostra stessa posizione, chiarissima, a favore dell’Ucraina e per una maggiore integrazione europea, per quel ‘federalismo pragmatico’, quell’Europa a più velocità a cui faceva riferimento Draghi nel suo discorso all’Università di Leuven, che condividiamo appieno”.



Ci sono 2 commenti

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  1. Orbàn Mila

    …zzo! In effetti si sentiva il bisogno di una forza centrorifromistanèdidestranèdisinistra
    dalle radici democristianucole ma anche laiche però non troppo e che guardi alle reali esiggggenze della socccietà cccivile.
    Son già tutto eccitato et un frizzone tutto mi pervade.


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