Il diritto di voto alle donne? “Un attacco all’unità familiare”. A Formigine, in provincia di Modena, sono diventate un caso politico le parole di Costantino Righi Riva, consigliere comunale della lista civica per Cambiare Formigine ed ex candidato sindaco (nel 2019) per la coalizione di centrodestra, pronunciate giovedì scorso durante una seduta del consiglio comunale: “Dopo il 1946 sono arrivate leggi come il divorzio, l’aborto e la riforma del diritto di famiglia, che hanno rappresentato altrettanti attacchi all’unità familiare”, ha aggiunto in aula.
Frasi che hanno scatenato, com’è normale che fosse, la reazione di gran parte del campo politico, a partire dal presidente della Regione Michele de Pascale: “Sono parole gravi e incompatibili con i valori dell’Emilia-Romagna. Il voto alle donne non ha distrutto legami: ha costruito cittadinanza. Non ha spezzato l’unità familiare: ha spezzato l’idea che qualcuno dovesse restare in silenzio. Quel diritto non è un errore della storia, né una concessione ideologica. È una conquista civile che ha reso il nostro Paese veramente democratico”.
Ma da Righi Riva si sono dissociati anche i colleghi di opposizione Valerio Giacobazzi (Forza Italia), Davide Romani (Lega) e Maurizio Prandi (a sua volta ex candidato sindaco di Formigine per il centrodestra), che hanno voluto “prendere con fermezza le distanze da quanto affermato”: i consiglieri, in una nota congiunta, hanno precisato che le parole di Righi Riva “non rappresentano in alcun modo il nostro pensiero, né la visione politica del centrodestra formiginese, che si fonda su rispetto, responsabilità istituzionale e concretezza”.






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