È iniziata alle prime luci dell’alba di martedì 20 gennaio l’operazione “Sturl One”, che ha portato la Polizia di Stato a smantellare un’organizzazione criminale di matrice albanese dedita al narcotraffico decapitandone i vertici.
La Polizia di Reggio, in particolare, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bologna (su richiesta della Procura di Bologna – Direzione distrettuale antimafia) nei confronti di nove persone – otto di origini albanesi e un italiano – accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti: tre di queste sono state rintracciate in Italia. Le persone indagate sono complessivamente quindici.
Gli arresti e le perquisizioni, oltre che nelle province di Reggio, Bergamo, Brescia e Savona, sono in corso anche in Francia, Spagna e Albania, grazie a un coordinamento operativo con le autorità di polizia straniere, in particolare con il Dipartimento della Polizia criminale albanese.

L’operazione rappresenta la prosecuzione delle precedenti attività investigative “Trexit 2019” e “Black Mamba”, che avevano già portato, nel gennaio del 2021 e nel settembre del 2022, a trentacinque provvedimenti restrittivi. L’operazione “Trexit 2019”, in particolare, aveva consentito di accertare l’esistenza, in provincia di Reggio, di tre associazioni a delinquere: una di queste, composta da soggetti di origine maghrebina, denominata “gruppo di Rubiera”, era attiva nello spaccio al dettaglio di cocaina.
Gli approfondimenti investigativi avevano poi portato alla luce le attività di altre due compagini criminali, composte da soggetti di nazionalità albanese, che nel tempo si erano alternate nell’approvvigionamento di ingenti quantitativi di cocaina destinati al gruppo nordafricano. Una di queste faceva capo a un uomo albanese residente in Italia, ma spesso impegnato in trasferte all’estero e nel proprio Paese d’origine, che dal 2018 fungeva da referente per l’associazione per i rifornimenti di cocaina destinati al territorio dell’Emilia-Romagna.
Le operazioni “Trexit 2019” e “Black Mamba” avevano permesso di identificare, progressivamente, i componenti dell’associazione criminale in questione: articolata su più livelli, caratterizzata dall’elevata disponibilità di uomini, mezzi e risorse finanziarie, essendo capace di movimentare e importare in Italia grandi quantitativi di cocaina, marijuana e hashish dal Sud America, dal nord Europa e dalla Spagna, nascondendoli in camion carichi di ortaggi e verdure, per poi distribuirli sul territorio italiano grazie al supporto di numerosi corrieri che eseguivano le consegne in auto.
Per comunicare in maniera riservata tra di loro, gli indagati usavano la piattaforma criptata SkyEcc, installata su dispositivi telefonici dotati di tale tecnologia, dal valore nell’ordine di migliaia di euro ciascuno.
Durante le operazioni “Trexit 2019” e “Black Mamba”, la Squadra mobile della Polizia di Reggio aveva sequestrato alcuni telefoni utilizzati per le comunicazioni via SkyEcc, piattaforma che alla fine del 2020 era stata infine “bucata” dalle autorità francesi. Nel 2022 la Procura di Bologna ha aperto un nuovo procedimento penale coordinando gli investigatori della Polizia di Stato da un lato nella ricostruzione e nell’analisi delle chat di SkyEcc, acquisite agli atti attraverso un ordine di indagine europeo, dall’altro in una serie di attività tecniche nei confronti di diversi degli uomini sospettati di far parte del sodalizio criminale.
Tali attività hanno confermato il ruolo dei singoli indagati e il vincolo associativo che li legava, portando complessivamente a 44 capi di imputazione. In soli sei mesi di monitoraggio delle conversazioni, gli investigatori hanno ricostruito come l’organizzazione fosse stata capace di movimentare, gestire e distribuire oltre 200 chilogrammi di cocaina e una tonnellata di hashish e marijuana, con ricavi per milioni di euro. Le persone ora finite in arresto, confidando nella riservatezza del canale di comunicazione utilizzato, e non sapendo di essere invece monitorate dalle forze dell’ordine, conversavano liberamente definendo trattative e modalità di consegna delle sostanze stupefacenti e commentando persino i sequestri effettuati dalla Polizia nel corso delle attività investigative.
Gli accertamenti tecnici, nel frattempo, hanno permesso di identificare gli utilizzatori dei Pin di SkyEcc, arrivando a svelare l’identità di ciascuno dei partecipanti alle chat “segrete” dell’associazione criminale.
L’attività odierna è stata portata a termine dagli uomini della Squadra mobile della Questura di Reggio, coordinati dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato e supportati dalla Terza divisione del Servizio di cooperazione internazionale di Polizia della Direzione centrale della Polizia criminale, che ha attivato la sede centrale dell’Interpol per la diffusione a livello mondiale dei provvedimenti di cattura, in sinergia con l’Ufficio dell’esperto per la sicurezza in Albania.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu