Chiara Petrolini, la ragazza di 22 anni finita a processo con l’accusa di duplice omicidio aggravato (dalla premeditazione e dalla discendenza) e soppressione di cadaveri dopo il ritrovamento dei resti di due neonati – i suoi figli appena partoriti – sepolti nel giardino della casa dei genitori a Vignale di Traversetolo, in provincia di Parma, ha definito il suo comportamento “non da pazza”, ma “da persona debole e sola che ha avuto paura”.
Lo ha fatto, come è emerso ora, in un colloquio del 22 novembre del 2024 rispondendo così a una domanda dei consulenti tecnici della Procura di Parma Mario Amore e Domenico Berardi, che le avevano chiesto di immaginare cosa avrebbe pensato uno psichiatra di lei.
Sempre parlando con i due professori, la ventiduenne aveva anche espresso la speranza di rifarsi una vita un giorno: “Il mio sogno è fare la maestra alle elementari o al nido, sto studiando per quello”, ha riferito ai consulenti dell’accusa. La giovane, in effetti, attualmente è iscritta al secondo anno del corso di laurea in Scienze dell’educazione all’Università di Modena e Reggio Emilia.






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Concordo!!!
La sinistra italiana fa parte delle sinistre europee. Loro pensano di fare il bene del popolo ma il popolo non li capisce perchè si tratta […]
Che bello leggere chi riesce a trasformare i "ma andate a cagare!" che ti frullano in testa in ragionamenti articolati, intelligenti e ben scritti. Possiamo
Grazie per il contributo. Credo che lei abbia elencato tutti i motivi per i quali anche stavolta voterò PD la prossima volta
Devono esistere i "principi non negoziabili", o "non manipolabili" come li definiva Papa Benedetto XVI°, per un cattolico in politica. Non manipolabili nel senso che […]