È stato fissato per il prossimo 20 gennaio il giudizio immediato per il luogotenente dei carabinieri accusato di rifiuto o omissione di atti d’ufficio per non aver raccolto, il 13 luglio del 2021, la denuncia che avrebbe voluto formalizzare Gabriela Trandafir, la donna che poi, poco più di un anno dopo, fu uccisa dal marito Salvatore Montefusco.
La giudice per l’indagine preliminare del tribunale di Modena Barbara Malavasi ha accolto la richiesta del militare imputato di andare direttamente a processo.
Gabriela Trandafir fu assassinata a fucilate da Montefusco il 13 ottobre del 2022, insieme alla figlia Renata Alexandra, a Cavazzona di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Di recente l’uomo è stato condannato all’ergastolo per il duplice femminicidio, con la Corte d’appello che ha riformato la condanna a 30 anni inflittagli in primo grado.
Il carabiniere, oltre che per non aver raccolto la denuncia della donna, deve rispondere anche dell’accusa di non aver proceduto entro i termini stabiliti alle indagini richieste dalla Procura di Modena, che sarebbero dovute scattare quando il giorno successivo Gabriela Trandafir riuscì finalmente a formalizzare la querela contro il marito, recandosi in un’altra caserma dell’Arma.
La famiglia delle due vittime ha precisato di non aver sporto alcuna denuncia contro il luogotenente: il procedimento penale è nato su esclusivo impulso della Procura modenese, che intende fare piena luce su quanto accaduto in quei giorni.







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