Il consigliere regionale reggiano di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona ha presentato una risoluzione all’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna chiedendo alla giunta de Pascale di “prendere formalmente e pubblicamente le distanze” dalle dichiarazioni di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati che domenica 28 settembre al teatro Valli di Reggio ha ricevuto il Primo Tricolore, il più importante riconoscimento cittadino.
Aragona ha chiesto all’esecutivo regionale di “interloquire” con l’amministrazione comunale di Reggio “affinché si valuti e si predisponga la revoca del Primo Tricolore conferito alla relatrice Onu”, sostenendo che il riconoscimento “deve essere conferito esclusivamente a personalità che sappiano promuovere unità, coesione sociale, rispetto istituzionale e valori di pace, che costituiscono il fondamento della comunità reggiana ed emiliano-romagnola”.
La risoluzione arriva dopo il “siparietto” che domenica ha visto protagonista Albanese, che ha bacchettato pubblicamente il sindaco Massari per i riferimenti di quest’ultimo ai tragici fatti del 7 ottobre 2023 e agli ostaggi ancora in mano ad Hamas.
Aragona ha sottolineato in particolare come, dopo le parole del sindaco Massari, “che ricordava il feroce attacco del 7 ottobre, affermando che la condanna di tali fatti e la liberazione degli ostaggi sono passaggi fondamentali per avviare un processo di pace, si sono levati fischi e contestazioni in sala mentre Francesca Albanese replicava al primo cittadino con tono sprezzante e umiliante per l’istituzione, pronunciando testualmente la frase : ‘Sindaco, non la giudico, la perdono, ma mi deve promettere che questa cosa non la dirà più’”.
Secondo Aragona tale frase “ha assunto il carattere di una pubblica offesa e di una sconfessione dell’autorità istituzionale, lesiva della dignità dell’ufficio e offensiva per tutti i cittadini che il sindaco rappresentava”. Ma per il consigliere regionale di Fratelli d’Italia sono “ancora più gravi e inaccettabili le affermazioni sui terroristi, definiti come ‘coloro che sono riusciti a portare la Palestina di nuovo al centro della discussione, che stanno animando una rivoluzione globale che ci sta facendo pensare non solo a chi sono loro, ma a chi siamo noi, come organizzazioni, come entità pubbliche, come Stati, come individui’”.
Nel rimarcare come l’intera cerimonia del teatro Valli, “anziché rafforzare il senso di orgoglio civico, si è trasformata in una pagina di divisione, contestazioni e umiliazioni istituzionali, suscitando profonda amarezza e indignazione in città”, Aragona ha chiesto di revocare l’onorificenza ad Albanese “per manifesta incompatibilità con i principi che essa incarna”.







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