Lunedì 28 luglio ricorre l’ottantaduesimo anniversario dell’eccidio delle Officine Reggiane.
Il 28 luglio del 1943, a pochi giorni dalla caduta del regime fascista, e nonostante l’entrata in vigore di norme molto restrittive sull’ordine pubblico emanate dal governo Badoglio contro ogni assembramento di manifestanti superiore alle tre persone, che autorizzavano l’esercito e le forze dell’ordine anche eventualmente a sparare, un corteo cercò di sfilare per le vie di Reggio chiedendo la fine della guerra. Durante la manifestazione l’esercito, nel tentativo di fermare la mobilitazione, aprì il fuoco sulla folla davanti ai cancelli delle Officine Reggiane: furono uccisi nove operai – Antonio Artioli, Vincenzo Bellocchi, Nello Ferretti, Eugenio Fava, Armando Grisendi, Gino Menozzi, Osvaldo Notari, Domenica Secchi (che era anche incinta all’epoca dei fatti) e Angelo Tanzi – e più di cinquanta persone rimasero ferite.
Lunedì 28 luglio alle 17.30, davanti al cancello delle ex Officine Reggiane di via Agosti, ci sarà la deposizione di un mazzo di fiori per ricordare l’eccidio; alle 18, al Tecnopolo di Reggio, in piazzale Europa, sarà deposta una corona alla lapide che ricorda i caduti, alla presenza delle autorità cittadine. Dalle 18.10, nella sala conferenze del Tecnopolo, inizierà la cerimonia di commemorazione: saranno presenti il vicesindaco di Reggio Lanfranco de Franco e il consigliere delegato della Provincia di Reggio Alessandro Santachiara; l’intervento conclusivo sarà a cura di Cristian Sesena, segretario generale della Cgil reggiana. Al termine degli interventi è prevista una visita guidata gratuita alla mostra “Banditi e ribelli: la guerra partigiana in Italia 1943-1945”, a cura di Istoreco, allestita nel corridoio del Tecnopolo.
I promotori della giornata sono il Comune e la Provincia di Reggio, le confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, le associazioni partigiane Anpi, Alpi-Apc, Anppia, Istoreco, il Comitato ex operai e impiegati delle Reggiane e il Comitato democratico e costituzionale.








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