Il Consiglio dei ministri italiano, nella seduta di martedì 22 aprile, ha proclamato cinque giorni di lutto nazionale per la morte di papa Francesco: da martedì 22 e fino a sabato 26 aprile, giorno dei funerali del pontefice in programma a partire dalle 10 sul sagrato della basilica di San Pietro in Vaticano.
Si tratta di una disposizione che il governo può adottare in caso di eventi di particolare gravità (ad esempio disastri naturali) o in occasione della scomparsa di personalità significative per il Paese, come i presidenti della Repubblica o, come appunto avvenuto in questo caso, del papa.
Una circolare del governo datata 2002 prevede che durante i giorni di lutto nazionale le bandiere siano issate a mezz’asta in segno di lutto in tutti gli uffici pubblici della nazione, nel caso in cui queste siano esposte all’esterno, o che siano listate a lutto con due strisce di velo nero, qualora siano esposte all’interno. Si prevede anche che nelle scuole e durante le manifestazioni pubbliche sia osservato un minuto di silenzio in memoria del defunto, e che le autorità pubbliche si astengano da impegni sociali – ad eccezione di quelli per beneficenza.






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