È stato un ultimo saluto molto affollato quello che venerdì 18 aprile la città di Reggio ha tributato a Carla Rinaldi, pedagogista di rilevanza internazionale, artefice del Reggio Emilia Approach e presidente per 14 anni (dallo scorso dicembre onoraria) della Fondazione Reggio Children, morta mercoledì scorso all’età di 78 anni.
L’addio si è svolto con una cerimonia insolita e solenne. Dalle 9 alle 11 una lunga fila di persone – amici, colleghi, studenti, sindaci ed ex sindaci, parlamentari, consiglieri regionali e comunali del presente e del passato, oltre a semplici cittadini – ha salutato il feretro, posizionato al centro della Sala del Tricolore in municipio, sede del consiglio comunale di Reggio, aperto a tutti per la particolare occasione. La bara, avvolta dal Primo Tricolore e sulla quale erano state appoggiate rose rosse e bianche, oltre a una foto della pedagogista, era circondata dalla giunta comunale al gran completo, con tanto di adesivo sul bavero della giacca con il volto stilizzato della stessa Carla Rinaldi.
Poi, alle 11.30, la commemorazione ufficiale con gli interventi delle autorità, trasmessa in diretta anche su tre maxischermi – due in piazza Prampolini, sotto al voltone di ingresso del municipio, e uno in piazza Casotti – per chi non è riuscito a trovare posto in Sala del Tricolore e in streaming online (in italiano e in inglese) sul canale Youtube della Fondazione Reggio Children.
“Carla Rinaldi era una figura intellettuale”, l’ha ricordata Cristian Fabbi, direttore della Fondazione Reggio Children: “Martedì scorso era intervenuta in consiglio di amministrazione, lasciandoci idee e pensieri. Fino all’ultimo è stata con noi”.
“Era una donna saggia, concreta ma visionaria”, ha aggiunto il sindaco di Reggio Marco Massari: “Una donna del presente e del futuro, con intelligenza e umanità speciali, di eccezionale levatura in tutto il mondo. Reggio non esiste senza il Reggio Approach che lei ha diffuso come Loris Malaguzzi in tutto il mondo, dandoci identità. Carla non ci abbandonerà”.






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