Sin dagli anni Settanta, il lavoro grafico, pittorico e plastico di Luciano Bertoli sembra catalizzato dal mondo delle macchine e dei meccanismi e dal paesaggio determinato dalla loro prevalenza anche in altre civiltà possibili, futuribili, anzi fantascientifiche.
Un aspetto forse meno valorizzato del lavoro di Bertoli è la sua nostalgia di bellezza, con le sue implicazioni in fondo tragiche, le implicite accuse a un presente massificato, banale, dipendente e soggetto alla macchina nella sua dimensione più seriale e omologante, e incapace di farne emergere le valenze creative, drammatiche, visionarie.
Nascono quindi così, per un ventennio, paesaggi ibernati, costruzioni autogeneranti, animali meccanici, città ideali plastificate ed elettriche, installazioni, sculture ma anche serie importanti di disegni e grafiche di assoluta perfezione tecnica e minuzia ossessiva nei particolari.
La mostra continua fino al 24 novembre, scoprila insieme a tutta la famiglia domenica 27 ottobre: alle 15 è in programma infatti una visita guidata e un laboratorio in cui grandi e piccoli possono progettare e costruire insieme una macchina impossibile, prendendo spunto dalle opere e dalla visione dell’artista Luciano Bertoli.
➡ La mostra è aperta a Palazzo da Mosto (via Mari, 7 – Reggio Emilia) il giovedì ore 10-13 e 15-19 e dal venerdì alla domenica ore 10-19
➡ Visite guidate il sabato alle ore 15 e la domenica alle ore 11
➡ Faccia a Faccia: esperienza immersiva, che consente di entrare in relazione con l’opera d’arte.






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