Giovedì 17 ottobre alle ore 21, presso la Sala dell’Antico Portico a Palazzo Ducale, sarà presentato, alla presenza dell’autore, “L’arte quando brucia – I cinque decenni che hanno cambiato la bellezza”, ultimo saggio di Carlo Vanoni, edito da Solferino, uscito in libreria proprio in questi giorni.
Non è la prima volta che Vanoni viene a Guastalla. Nel 2015 il Teatro Comunale Ruggero Ruggeri ha ospitato la sua performance teatrale “L’Arte è una caramella”: un viaggio da Monna Lisa all’arte contemporanea, fra parole, immagini e musica. Nel 2016 e 2017 il critico d’arte è tornato nella nostra città per il ciclo di “Incontri con l’arte del ‘900. I primi anni’50”, un percorso che dall’impressionismo ottocentesco, passando per il cubismo di Braque e Picasso e l’arte monumentale italiana, ha condotto fino al Dadaismo e al Surrealismo. Poi a maggio 2018 Vanoni arriva di nuovo nella nostra città per proporre a teatro lo spettacolo “Michelangelo e il pupazzo di neve”: tra capolavori, aneddoti e fragilità, per la prima volta viene raccontato Michelangelo uomo e non solo l’artista che ha fatto grande la Firenze dei Medici e la Roma del secondo Cinquecento.
IL LIBRO “L’ARTE QUANDO BRUCIA”
L’arte non è un museo, è un panorama in cui viaggiare: si fa più dolce o più impervia secondo il tempo e la geografia, cambia con il mutare delle condizioni esterne, si lascia modificare dalle passioni personali e collettive. Questo libro è un itinerario nel Paese dell’arte, con cinque singolari protagonisti, ciascuno dei quali ci guida attraverso un decennio del Novecento: sono Jackson, Mario, il Tedesco, Francesca e lo Squalo. Così l’arte contemporanea, che spesso guardiamo con distrazione o pregiudizio, magari solo per decretare che «non si capisce», diventa una colorata avventura che ci porta da New York a Roma, da Monaco a Londra, da Bologna a Parigi. Entriamo nel granaio di Pollock e nella stanza insanguinata di Francesca Alinovi; nei locali scrostati del Bronx e nella mitica galleria di Leo Castelli nell’Upper East Side. Scopriamo i luoghi della controcultura urbana e le vie del collezionismo, da una parte all’altra dell’Atlantico. Ci chiudiamo in una gabbia con un coyote, impacchettiamo scogliere, facciamo esplodere tonnellate di roccia, in breve: partecipiamo, da spettatori finalmente informati dei fatti, alle rivoluzioni che gli artisti da sempre compiono modificando la realtà, la rappresentazione e la bellezza. E di pagina in pagina respiriamo una nuova libertà: quella di interpretare la vita fuori dagli schemi e dai canoni. Carlo Vanoni spazia con la sua scrittura ricca e ispirata tra aneddoti e analisi, racconta i grandi movimenti e le opere fondamentali e ci fa sognare i sogni degli artisti che hanno voluto raccontare, cambiandoli, le epoche e il mondo. A costo di bruciare: stili, categorie, materiali e a volte anche se stessi.
L’AUTORE
CARLO VANONI, storico dell’arte, è consulente di varie gallerie d’arte e curatore di mostre. Ha portato in teatro spettacoli di successo, fra cui L’arte è una caramella, Michelangelo e il pupazzo di neve e, con Leonardo Manera, I migliori quadri della nostra vita, ed è spesso ospite di trasmissioni radiofoniche (Radio 101, Radio 2, Radio Deejay) e televisive (Cominciamo bene estate, Geo & Geo). Ha pubblicato per Solferino A piedi nudi nell’arte (2019), Ho scritto t’amo sulla tela (2020), I cani di Raffaello (2021) e Io sono il cambiamento (2023). È ideatore di BienNoLo, la Biennale d’arte milanese.






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Certo che mentre qui ci si preoccupa per la pagliuzza, in Germania stanno facendo programmi ben più ambiziosi e aggiungo pericolosi... un esercito enormemente potenziato […]
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