La presidente del consiglio Giorgia Meloni, durante il lungo intervento (oltre 70 minuti) che ha chiuso Atreju, la festa nazionale dei giovani di Fratelli d’Italia, ha attaccato duramente – pur senza nominarla – Chiara Ferragni: “Il vero modello da seguire non sono gli influencer che fanno soldi a palate indossando degli abiti o mostrando delle borse, facendo da eco al design, o addirittura promuovendo carissimi panettoni con i quali si fa credere che si farà beneficenza, ma il cui prezzo serve solo a pagare cachet milionari”.
Cristallino il riferimento della premier alla vicenda che solo pochi giorni fa ha coinvolto l’influencer e imprenditrice lombarda, sanzionata dall’Antitrust con una maxi-multa da oltre un milione di euro per pratica commerciale scorretta per l’iniziativa “Chiara Ferragni e Balocco insieme per l’ospedale Regina Margherita di Torino”: una linea di pandori in edizione limitata griffati con il logo Ferragni, prodotti lo scorso Natale dall’azienda dolciaria (multata a sua volta per 420.000 euro), associati a una campagna di beneficenza a favore della struttura sanitaria piemontese per l’acquisto di un nuovo macchinario per le cure terapeutiche dei bambini affetti da osteosarcoma e sarcoma di Ewing.
Secondo l’autorità garante della concorrenza e del mercato, però, Balocco e due società riconducibili all’influencer avrebbero fatto intendere ai consumatori che acquistando il “Pandoro Pink Christmas” brandizzato Ferragni avrebbero contribuito direttamente a far crescere la somma destinata all’ospedale torinese, mentre la donazione – pari a una cifra fissa di 50.000 euro – era invece già stata effettuata dalla sola azienda Balocco mesi prima rispetto al lancio dell’iniziativa e soprattutto non era legata in alcun modo al numero complessivo di prodotti effettivamente venduti.
L’intervento integrale di Meloni ad Atreju






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