A Modena la Guardia di finanza ha dato esecuzione a un sequestro preventivo da 2,3 milioni di euro nei confronti dei vertici di una società di commercio al dettaglio di abbigliamento per bambini, concessionaria di noti marchi; al momento sottoposte al sequestro preventivo disponibilità finanziarie ed immobiliari per quasi un milione e mezzo di euro.
Oggi in fallimento, la realtà imprenditoriale in questione fa parte di un gruppo multinazionale che ha come capofila una società cinese.
Le ipotesi di reato nei confronti dell’amministratore unico, del direttore generale e del responsabile finanziario parlano di indebita percezione di erogazioni pubbliche, malversazione, bancarotta fraudolenta o ricorso abusivo al credito. Secondo le indagini delle Fiamme gialle, difatti, la società avrebbe ricevuto un finanziamento da 3 milioni di euro durante la pandemia garantito da Sace (società controllata dal ministero delle finanze che in quel momento doveva assicurare liquidità alle imprese), ma per ottenerlo avrebbero utilizzato documentazione falsa ed attestato informazioni non veritiere. I 3 milioni di euro, spiega la procura di Modena in una nota, in gran parte non sarebbero stati poi utilizzati per le finalità indicate nel cosiddetto ‘decreto liquidità’. Sono inoltre emerse, a seguito di controlli, operazioni distrattive per oltre sei milioni di euro.






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Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.