La giunta del Comune di Bologna, con una delibera che ora dovrà passare dal voto del consiglio comunale, ha deciso di non aderire alla cosiddetta “rottamazione delle cartelle” prevista dall’ultima legge di bilancio, che consiste nello stralcio automatico delle cartelle esattoriali fino a un valore di 1.000 euro relative a crediti pendenti risalenti al periodo compreso tra il 2000 e il 2015.
A spiegare la ratio del provvedimento è stata l’assessora comunale al bilancio Roberta Li Calzi: “Abbiamo deciso di approvare questa delibera per ragioni di equità: come è stato sempre sostenuto da questa amministrazione, automatismi di questo tipo creano inevitabilmente una disparità verso i cittadini che i tributi li hanno pagati e continuano a pagarli”.
Secondo il Comune di Bologna, in ogni caso, “l’impatto di questa rottamazione sarebbe stato comunque molto contenuto per vari motivi”. I dati di Palazzo d’Accursio evidenziano infatti che i crediti inferiori a mille euro riferiti al periodo 2000-2011 (che riguardano peraltro soprattutto sanzioni per infrazioni al Codice della strada) ammontano complessivamente a circa 15,3 milioni di euro; di questi sarebbero interessati dallo stralcio circa 2,3 milioni.
“Questo perché – ha spiegato Li Calzi – l’annullamento non ha ad oggetto tutto il credito, lasciando in essere la quota capitale e le spese per le procedure di notifica e riscossione. In sintesi per i tributi lo stralcio avrebbe riguardato i soli interessi e le sanzioni, mentre per le sanzioni amministrative (comprese le multe) lo stralcio riguarda i soli interessi, comunque denominati”.
La stessa legge di bilancio del governo Meloni, ha sottolineato inoltre il Comune emiliano, “contiene un’altra norma che prevede una definizione agevolata per tutti i carichi pendenti, sempre in gestione all’Agenzia delle entrate, per gli anni dal 2000 fino al 30 giugno 2022: per cui i contribuenti possono chiedere benefici analoghi allo stralcio automatico con l’eliminazione delle sanzioni e degli interessi e l’impegno a pagare la quota capitale e le spese di notifica e delle procedure esecutive. Ne consegue che in termini sostanziali il contribuente avrà il medesimo beneficio se ne farà richiesta all’Agenzia delle entrate”.







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