Con il nuovo anno arriva anche una raffica di rincari per le famiglie italiane, con effetti stimati fino a 2.400 euro per il 2023 dalle associazioni dei consumatori. Dopo l’aumento dei pedaggi autostradali e della benzina scattano i rialzi anche nel trasporto pubblico locale, col ritocco del prezzo dei biglietti per bus e metro. Nel dettaglio, rileva Assoutenti, dopo Napoli (dov’era già a 1,20 euro) a Milano il biglietto dal 9 gennaio costerà 2,20 euro, 20 cent in più. A Parma l’aumento è di 10 centesimi, da 1,50 euro a 1,60 euro, a Ferrara di 20 centesimi (arriva a 1,50 euro), mentre a Foggia da marzo costerà 1 euro (+10 cent).
Circa l’eliminazione del taglio alle accise sui carburanti, Assoutenti stima un aggravio di spesa in media pari a +366 euro annui a famiglia e Staffetta quotidiana fa notare che il costo di benzina e gasolio è salito di circa 20 centesimi al litro rispetto al 30 dicembre. “Il 2022 si è chiuso con un rialzo dei listini” e il 2023 si è aperto con “l’aumento delle accise su benzina, gasolio e Gpl, tornate al livello normale del 21 marzo 2022”, scrive il quotidiano che si occupa di fonti di energia. “Sui trasporti gli italiani andranno incontro ad una vera e propria stangata nel corso del 2023”, afferma il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi. “La cosa peggiore è che si tratta di rincari del tutto ingiusti, con i consumatori chiamati a pagare il conto della crisi economica in atto”, sottolinea il presidente, spiegando quindi che “la scelta del governo Meloni di non prorogare il taglio delle accise è sbagliata, perché gli aumenti dei listini alla pompa produrranno rincari a cascata per beni e servizi in tutti i settori”. Ed infatti il Codacons, mettendo in fila i rincari di prezzi e tariffe, stima una stangata di +2.435 euro a famiglia per l’anno che si è appena aperto. “Cifra che non tiene conto dei possibili aumenti delle bollette di luce e gas”, avverte l’associazione dei consumatori.






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