A fine ottobre il consiglio dei ministri del governo Meloni ha approvato un decreto-legge che ha anticipato dal 31 dicembre al primo novembre la scadenza dell’obbligo vaccinale anti-Covid richiesto per il personale sanitario delle strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie e per quello delle strutture che effettuano attività sanitarie e socio-sanitarie, facendo decadere la sospensione dall’esercizio della professione prevista finora per lavoratori e lavoratrici che avevano scelto di non vaccinarsi contro il virus Sars-CoV-2.
Come ha stabilito il ministro della salute Orazio Schillaci, spetta alle singole aziende sanitarie la decisione sull’esatta ricollocazione del personale sanitario non vaccinato: per fare chiarezza sulle mosse da intraprendere, la Regione Emilia-Romagna ha convocato per lunedì 7 novembre la cabina di regia regionale sul Covid, l’organo tecnico-scientifico deputato a fornire indicazioni operative nel merito.
In attesa del confronto tecnico che avverrà in quella sede, l’assessore regionale alle politiche per la salute dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini ha fornito una prima indicazione di massima: “Mi aspetto dalle aziende sanitarie che il personale medico e infermieristico reintegrato non venga impegnato in reparti in cui ci siano pazienti fragili, a tutela dei pazienti e degli operatori stessi”.






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