Proviamo, per gioco, a porci una domanda: che cosa faremmo noi se fossimo, anche solo per poche ore e proseguendo nel gioco, al posto dei pubblici amministratori della Regione Emilia Romagna e del Comune dì Reggio Emilia, a proposito della vicenda Silk Faw?
Ce lo chiediamo in qualità di cittadini-azionisti di questo territorio che investono un capitale assai delicato: la propria fiducia che si materializza in consenso elettorale.
Il quale, se il dividendo convince, viene periodicamente rinnovato, altrimenti si rivolge altrove.
Pertanto, noi cittadini-azionisti non siamo prioritariamente interessati alle ragioni dell’investitore straniero: a noi preme sapere, prima di tutto, ciò che al riguardo sanno Regione e Comune.
Quando le convenienze tra pubblico e privato si separano, in partenza vorremmo conoscere il punto di vista di chi ci rappresenta nella gestione della cosa pubblica.
Il resto seguirà.
E allora, tornando all’interrogativo iniziale, cosa faremmo al loro posto di fronte a rinvii, promesse non mantenute, fascicoli giudiziari aperti, critiche politiche?
Noi faremmo questo: diremmo pubblicamente ai cittadini-azionisti tutto ciò che, ad oggi, sappiamo sull’argomento.
Lo faremmo rivolgendoci direttamente ed esclusivamente a loro, cioè ai cittadini-azionisti e a nessun altro: non a Silk Faw, non alle opposizioni e non ad altri soggetti.
Per questi ci sono già le sedi deputate.
Parleremmo alle persone, elettori e non elettori del centrosinistra, senza filtri e mediazioni.
E se non sapessimo davvero niente, oltre a quanto già detto e scritto fino ad ora, diremmo pubblicamente che non sappiamo davvero niente.
Dire di non sapere niente non è, infatti, come non dire niente: di mezzo c’è la trasparenza necessaria a premiare la fiducia ricevuta e utile a cercarne di nuova.
Non è tanto e unicamente questione di limitare brutte figure: la trasparenza è una delle occasioni in cui bisogni e diritti trovano casa nello stesso luogo.
E a noi pare che questo sia il momento di distribuire un surplus di dividendo in trasparenza verso i propri cittadini-azionisti.
Un’esigenza prorogabile per Silk Faw.
Urgente, invece, per Bonaccini e Vecchi. (f.d.)






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