Nei quaderni del San Lazzaro 20 anni psichiatria reggiana

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Giunge a vent’anni di attività l’impegno dell’Associazione per il Museo di Storia della Psichiatria che, fondata presso la Biblioteca Livi del San Lazzaro, ha cominciato a interrogarsi e proporre alla cittadinanza il polo di via Amendola come luogo da preservare e da far conoscere. Non tanto e non solo naturalmente per i suoi spazi – a partire dalla stessa biblioteca che, specializzata nelle aree di interesse della psichiatria, psicologia, neuroscienze, pedagogia, dipendenze patologiche, scienze sociali, conta ad oggi un corpus di libri che si aggira attorno ai 15.000 volumi – ma anche e forse soprattutto per la storia – o meglio, per le storie – che in quegli spazi hanno visto travagliate evoluzioni e compiersi di passi che hanno determinato la vita di tante persone.

L’AMSP prosegue nella sua ricerca di stabilire un ponte tra i saperi e le vicissitudini che riguardano la salute mentale, allargandosi all’analisi del sociale e di realtà che guardando al passato si riflettono sul contemporaneo, con la pubblicazione di altri volumi che vadano ad arricchire la sua collana e possano essere testimonianza ma anche aprire nuove prospettive sulla ricerca. Lo fa avvalendosi di contributi scientifici dalle diverse discipline e contando, in primis, tra alcuni dei suoi soci che hanno per professione e ricerca vissuto in prima persona trasformazioni, passaggi, esperienze della salute mentale proprio al San Lazzaro legate.

In occasione della Settimana della Salute Mentale, tra le varie proposte in cartellone, l’AMSP presenta così due dei suoi ultimi volumi: uno è il recentissimo “Narrazioni e storie in psichiatria”, del Professor Piero Benassi, che già ha avuto modo, tra le molteplici pubblicazioni che hanno accompagnato la sua lunga e lungimirante esperienza professionale nella psichiatria, di raccogliere parte del proprio vissuto con intento spesso divulgativo, come in “Storie di una psichiatria viva”, che racconta anche della chiusura dell’Ospedale Psichiatrico San Lazzaro a cui concorse in maniera significativa e determinante, ricoprendo per diversi anni la direzione dello stesso ospedale. Con “Narrazioni e storie in psichiatria”, invece, Benassi affronta – presentandolo attraverso una serie di storie realmente vissute – un aspetto quanto mai contemporaneo e d’avanguardia della psichiatria e della medicina, che è quello dell’importanza data alla narrazione del sé da parte del paziente. Come scrive lui stesso, “pensare, e quindi scrivere, significa mettere insieme una trama, un intreccio, cioè fare una narrazione di sé che penetri all’interno del proprio io, dentro ai segreti di se stesso. Significa saper affrontare i propri problemi di coscienza, la conoscenza del proprio vissuto e dei propri pensieri, delle emozioni, delle passioni ma anche delle inquietudini dell’anima e del cuore, dell’ignoto e dell’infinito che sono in noi”. Il libro – edito da Consulta librieprogetti in una veste grafica dove una sorta di parentesi colorata, a chiudere l’illustrazione di Elisa Pellacani, sembra invitare a un dialogo tra le varie discipline – si presenta sabato, alle ore 16,30, ai Chiostri di San Pietro. A presentare l’autore, il Presidente dell’AMSP, lo psichiatra e scrittore Stefano Mazzacurati, con l’editrice e l’intervento di Franca Righi, psicoterapeuta nota per i suoi numerosi laboratori di scrittura creativa con i pazienti, a sua volta impegnata a completare la pubblicazione che raccoglierà diversi anni di esperienza condivisa sulla scrittura.

Il sabato successivo, invece, presso la Biblioteca Einaudi di Correggio (sempre alle 16,30), si torna a parlare di pandemia e soprattutto a dialogare sugli effetti e le conseguenze che questa sta avendo sulla psicologia e sul contesto sociale: l’occasione è fornita di nuovo dal volume “Il segno della pandemia. Effetti psicologi e sociali”, uscita quando ancora la pandemia era nel pieno della sua imprevedibilità ma che già contava con l’apporto di una nutrita serie di studiosi e professionisti che si interrogavano su come farvi fronte dal punto di vista stavolta non della salute fisica ma mentale. Testo ancora considerato attualissimo e già impiegato per tavole rotonde e incontri con la cittadinanza, ripropone le angolature delle neuroscienze, della psichiatria, della psicologia, dell’antropologia e degli operatori che vi hanno apportato la loro esperienza. Curato da Piero Benassi e da Stefano Mazzacurati, il libro sarà quindi di nuovo motivo per aprire – o continuare – il dialogo sui molteplici e discussi aspetti della nostra salute alla luce dei cambiamenti imposti, con l’intervento di Raffaele Bertolini, Elisa Pellacani, Franca Righi, Maria Alberici, Tina Romano e con i testi degli altri autori coinvolti, tra cui Gian Paolo Guaraldi, Alessandro Carri, Umberto Nizzoli, Marco Ruini, Marco Tamagnini e Pietro Paganelli.

Già dalla settimana prossima, nelle librerie sarà possibile anche richiedere il nuovo volume della collana, appena uscito dalla prolifica penna del Prof. Benassi, che vuole stavolta proporre un argomento che lui stesso definisce “ampio e complesso”, di sicuro quanto mai attuale: “Ansia, fobie, ossessioni. La relazione che cura” racconta di come l’ansia, energia vitale ma anche fonte di negative e paralizzanti limitazioni delle libertà personali, possa essere guardata e, nella migliore delle ipotesi, sconfitta.

– Sabato 25 settembre, ore 16, 30, Chiostri di San Pietro, Reggio Emilia: “Narrazioni e storie in psichiatria”, di Piero Benassi

– Sabato 2 ottobre, ore 16,30, Biblioteca Einaudi, Correggio: “Il segno della pandemia. Effetti psicologici e sociali”, a cura di Piero Benassi e Stefano Mazzacurati

 



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