Voto. Cattolici chiedono proposte serie

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di Luigi Bottazzi

 

Le modalità con cui termina la XVIII legislatura hanno messo a nudo la fragilità del quadro politico italiano. È emersa con chiarezza la distanza crescente fra una larga parte delle forze in campo e l’esigenza di articolare un’azione politica fondata sulla comprensione della realtà e sulla costruzione di consenso attorno a scelte e proposte credibili. Così, il gesto di non votare la fiducia al governo Draghi, nel quale esprimevano importanti ministri, da parte di forze politiche ben note, manifesta un vuoto preoccupante di cultura politica nella classe dirigente e nel Paese che denota l’assenza di una visione del ruolo dell’Italia e del suo futuro. Un aspetto che lo stesso Papa Francesco, ha richiamato dal ritorno del viaggio pastorale in Canadà.

Contrastare questa deriva non può risolversi nel semplice appello al pericolo di deriva autoritaria e nemmeno nella ricerca di tecnicismi elettorali. La realtà delle cose, pur con la sua drammaticità, apre uno spazio importante per iniziative politiche che scelgano la via della fatica democratica alla costruzione di una proposta che nasca dal Paese, sia pensata assieme al Paese e sia al servizio del Paese. È essenziale chiamare le cittadine e i cittadini a essere non solo elettori, ma prima di tutto attori politici che concorrono a costruire l’Italia e l’Europa di domani. La diversità di sensibilità, esigenze e capacità che fanno il tessuto del nostro Paese non sono infatti qualcosa da soppesare nella logica di interessi che sono in conflitto. Serve invece pensare l’Italia come una comunità-pluralità che è una grande ricchezza, che deve continuare a camminare assieme. Europa, ambiente, pace sono le parole chiave di questo orizzonte possibile attorno al quale far convergere e dare sintesi adeguata alle forze sindacali e imprenditoriali, alla cultura e alla socialità.

Questo tempo chiede il coraggio di cogliere l’occasione della svolta di una economia sostenibile. La crisi economica, quella climatica e la guerra testimoniano assieme come la transizione ecologica è un processo che apre orizzonti di futuro e chiede proposte di governo coraggiose: è questa la via per tornare a vedere il futuro in termini di crescita, nella qualità della vita delle persone. Cura delle persone e cura dell’ambiente sono vie di costruzione di pace, perché chiamano alla cooperazione e alla solidarietà, chiamano alla sussidiarietà. Sono questi i cardini su cui poggia il progetto europeo, e sull’Europa è urgente una proposta coraggiosa: serve fare tesoro della domanda di crescita democratica delle istituzioni dell’Unione e farsene carico come Paese per dare all’Europa la forza che oggi le manca per essere fattore di pace su scala planetaria.

Le elezioni che si annunciano sono un passaggio nel quale ritorna il bisogno, per l’Italia del XXI secolo, di essere una democrazia matura, che non si risolve nel solo momento elettorale ma vive delle dinamiche con cui i cittadini acquistano coscienza dei problemi, ne elaborano una comprensione e costruiscono un consenso attorno a soluzioni possibili, eque e lungimiranti. Solo così, puntando a farsi carico, con maturità e coscienza, della rappresentanza si può offrire al Paese una via percorribile e credibile: quella di agire davvero come popolo, maturo e responsabile.

(già consigliere regionale DC-PPI)



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