Voi siete dei

stanislav-grof

Come in una normale casa abbiamo al nostro interno una “cantina”, dove ci sono i mostri e i topolini che mangiano il formaggio; possiamo però trovare anche un attico, di cui non è così facile scorgere la porta d’ingresso e poi trovare l’accesso.
Quasi a tutti, in un certo momento della vita, accade l’esperienza di trovarsi ad osservare il panorama dall’alto: un’esperienza in cui ci si sente tutt’uno con tutto ciò che è, in cui ogni granello di povere illuminato dal sole ha il suo senso ed il suo posto nell’Universo.

Queste sono le esperienze mistiche, le peak experiences, come vennero definite da Stanislav Grof, uno psichiatra rivoluzionario.
Egli, assieme ad una squadra di studiosi tra cui Ram Dass, fece negli anni ‘60 degli studi sui morenti, sulla loro preparazione alla grande soglia, utilizzando l’LSD. Quando poi negli Stati Uniti vietarono l’utilizzo di tale sostanza, Grof assieme a degli sciamani strutturò una pratica per raggiungere lo stesso fine senza l’utilizzo della chimica, cioè con l’iperventilazione.

Grof proseguì i suoi studi e strutturò un’accurata mappa relativa alle matrici perinatali, collegando gli eventuali traumi con le strutture di personalità successive. Inoltre approfondì, con la moglie Christina Grof, uno studio del metodo relativo alla respirazione olotropica applicato alla cura della dipendenza da sostanze.
Lo studio e la ricerca di Grof si muovono su un assunto teorico proposto da Carl Gustav Jung, ovvero l’inconscio collettivo. Tale assunto costituì un elemento di rottura fra Jung ed il suo Maestro Freud.

Jung sosteneva che oltre all’inconscio individuale, cioè alla propria “cantina”, esiste un inconscio collettivo, una dimensione invisibile da cui prendono vita le nostre singole coscienze. I contenuti dell’inconscio collettivo sono gli Archetipi, che sono costituiti da idee innate o dalla tendenza ad organizzare la conoscenza secondo modelli predeterminati innati.

Possiamo trovare tale paradigma anche in Platone, che presuppone un mondo delle idee invisibile che dà forma al mondo visibile materiale.

L’inconscio collettivo è la casa degli Dei, di tutte le divinità, è il mare aperto raffigurato in bellissimi mosaici gnostici presenti nella basilica di Aquileia.

La dimensione divina appartiene a tutti, “siamo come pesci in un oceano”, come potrebbero respirare questi ultimi se non ci fosse l’acqua?
Poi ci sono i mari chiusi e le varie religioni, ma tutte hanno qualcosa in comune: la dimensione invisibile.

Alcuni affermano che c’è solo il visibile, o ciò che si prova scientificamente. Ma se non avessimo la strumentazione per provare l’esistenza delle onde radio, potremmo dire che non esistono… La stessa cosa potremmo affermare rispetto alle cellule se non avessimo i microscopi.

Siamo sottesi fra un inconscio personale (quello di Freud) ed un inconscio collettivo (quello di Jung). Questo evidenzia quanto poco possiamo determinare la nostra vita, quanto piccolo è il nostro libero arbitrio.
Che sia piccolo non significa che non ci sia. Possiamo decidere di andare contro corrente come i salmoni o seguire il flusso, questo è il libero arbitrio.Possiamo scegliere di affidarci ad una forza più grande o contrastarla. Chiamiamola Dio, Natura, Universo, Grande Mente del Buddha, Grande Spirito…. Ci siamo immersi.

Lo stesso Platone teorizzò nel Timeo che i nostri organi sono rappresentazione degli elementi dei Pianeti, che sono gli Dei. Tale teoria, ripresa da Plotino, da Ermete Trimegisto e da molti altri Filosofi, esprime una relazione frattale fra Macrocosmo e Microcosmo: ciò che avviene nel piccolo avviene anche nel grande, siamo un Universo in miniatura, l’Universo ci rappresenta a livello macroscopico.
Non c’è un Dio con la barba bianca, un Babbo Natale, un Gesù Bambino da Vecchio. È tutto dentro di noi.

Nello stesso Vangelo di Giovanni, Gesù afferma: “Voi siete Dei”, ciò a significare che la Vita stessa è Divina, che dentro di noi abita un Daimon, come lo avrebbe chiamato Socrate e che l’Eudaimonia, la felicità passa attraverso l’assecondare il divino che ci abita.

Gli angeli e i demoni sono una proiezione esterna di ciò che accade dentro di noi o viceversa, dipende sempre da dove osserviamo, da dov’è collocato il nostro punto di vista.




Non ci sono commenti

Partecipa anche tu