A metà luglio a Vignola, in provincia di Modena, un uomo di 33 anni di nazionalità tunisina è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti, lesioni e procurato aborto: secondo gli inquirenti avrebbe picchiato con forza la compagna, una ragazza di 22 anni, tanto da farle perdere il figlio che la giovane stava aspettando.
Nell’interrogatorio di garanzia, tenutosi nella giornata di mercoledì 20 luglio, l’indagato ha respinto ogni addebito, negando di essere mai stato violento nei confronti della donna, ma oltre alla testimonianza della stessa vittima anche i certificati medici dell’ospedale confermerebbero la versione della ragazza, circostanza che ha portato quindi alla misura cautelare per l’uomo.
Stando alle indagini dei carabinieri, non si sarebbe purtroppo trattato di un caso isolato, ma episodi simili di comportamenti violenti ai suoi danni si sarebbero verificati in diverse occasioni in passato: la ragazza finora aveva deciso di non denunciare il compagno, essendo lei senza un lavoro né un posto dove potersi rifugiare.
Il mese scorso, però, è scattata una denuncia d’ufficio nei confronti dell’uomo dopo che la ventiduenne è finita all’ospedale per le botte ricevute: proprio in quella circostanza la giovane ha raccontato al personale sanitario di aver perso il figlio che portava in grembo a causa delle violenze domestiche alle quali era sottoposta da tempo.






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