La proprietà della Manifattura Riese (ex Navigare) di Carpi, che già aveva comunicato la messa in liquidazione dell’azienda e la contestuale cessazione delle attività, ha disertato – dopo quello del 2 luglio scorso – anche l’incontro del 19 luglio a Roma presso il Ministero dello sviluppo economico, scatenando le ire dell’assessore regionale allo sviluppo economico e al lavoro della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla.
“È inaccettabile – ha detto Colla – il comportamento della proprietà di Manifattura Riese. Condivido le valutazioni e l’appello delle organizzazioni sindacali e delle loro rappresentanze in merito a un comportamento imprenditoriale inconcepibile che, a fronte di tante soluzioni possibili per un’azienda di un settore in crisi, non veda la disponibilità al confronto. Imprenditori che non si presentano a una riunione convocata dalle istituzioni, in questo caso dal governo, dimostrano una preoccupante carica di cinismo e disprezzo verso i lavoratori, prevalentemente donne, e le loro famiglie”.
La storica azienda, con sede legale a Rio Saliceto (in provincia di Reggio) e stabilimento con vendita a Carpi (in provincia di Modena), ha avviato la procedura di licenziamento collettivo di tutti e 82 i lavoratori. Le quote di Manifattura Riese sono attualmente in mano per l’80% a Luchi Fiduciaria, una società di cui non è ancora noto il proprietario, che le ha acquisite dal fondo Consilium, e per il restante 20% alla Navy Group dell’imprenditore carpigiano Massimo Brunetti.
Al tavolo convocato al Mise, gestito dal coordinatore della struttura per le crisi d’impresa Luca Annibaletti, oltre alla Regione Emilia-Romagna erano presenti Confindustria Emilia-Romagna, i sindaci di Carpi Alberto Belelli e di Rio Saliceto Lucio Malvasi e i sindacalisti Sonia Paoloni (Filctem-Cgil nazionale), Maritria Coi (Filctem-Cgil Emilia-Romagna), Roberto Righi (Filctem-Cgil Modena), Raffaele Salvatoni (Femca-Cisl nazionale), Roberto Giardiello (Femca-Cisl Emilia-Romagna).
Il Ministero del lavoro ha già convocato per il prossimo 28 luglio un ulteriore incontro proprio per discutere della procedura di licenziamento collettivo: “Auspico la partecipazione della proprietà – ha spiegato l’assessore Colla – così da poter avviare un confronto e mettere a disposizione tutti gli strumenti legislativi e normativi che permettono di evitare una cesura sociale di tale portata. Il modello che abbiamo condiviso in Emilia-Romagna, anche con la sottoscrizione del Patto per il lavoro e il clima, è di evitare atti unilaterali, quale comportamento civile e democratico nei momenti di difficoltà delle imprese”.







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