L’esito del tavolo di confronto di mercoledì primo aprile al Ministero delle imprese e del made in Italy “rappresenta un segnale importante che accogliamo con grande soddisfazione”, commenta la presidente di Confindustria Reggio Emilia Roberta Anceschi: il ripristino del credito d’imposta di Transizione 5.0 (un piano di incentivi per le imprese che investono in digitalizzazione ed efficienza energetica) al 90% sui beni strumentali e al 100% sugli impianti fotovoltaici ad alta efficienza, accompagnato da 200 milioni di euro di risorse aggiuntive, “dimostra che il confronto tra Confindustria e il governo può tradursi in risultati concreti e tempestivi”.
Un’apertura all’esecutivo, dunque, dopo i richiami critici degli ultimi giorni e la richiesta di dietrofront. Per Anceschi le misure concordate “rafforzano il quadro degli incentivi a sostegno della manifattura e contribuiscono a dare maggiore stabilità alle decisioni di investimento delle imprese”, e il potenziamento degli strumenti esistenti, incluso l’incremento delle risorse per l’iperammortamento, “rappresenta un elemento positivo per accompagnare le aziende” in una fase che comunque “rimane ancora estremamente complessa”.
Nei giorni scorsi Confindustria Reggio Emilia aveva anche inviato una lettera a tutti i parlamentari eletti nel collegio elettorale emiliano, sollecitandoli a intervenire. Ora, dopo che il governo è tornato sui propri passi, c’è soddisfazione: “Per il sistema produttivo reggiano gli interventi concordati vanno nella direzione giusta: sostenere gli investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica, rafforzando la competitività delle imprese e la loro capacità di affrontare le sfide dei mercati internazionali”.
Resta un ultimo nodo: “Ora è fondamentale garantire tempi rapidi di attuazione. La previsione che il decreto attuativo possa essere operativo già nei primi giorni di maggio è un passaggio cruciale per sbloccare investimenti già programmati e oggi in attesa di certezze”.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu