Tav in stallo, a rischio 800mln di finanziamenti

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Non sono bastate cinque ore di vertice a Palazzo Chigi: sulla Tav è stallo, non c’è ancora una mediazione tra M5s e Lega. Il governo sembra prendere tempo: l’idea è chiedere – riferiscono fonti di maggioranza – un approfondimento giuridico sui bandi di Telt e un confronto alla Francia, con possibile vertice bilaterale, sui criteri di finanziamento dell’opera.

Ma Luigi Di Maio e Matteo Salvini lasciano Palazzo Chigi scuri in volto: la crisi di governo viene evocata da entrambi i partiti, come esito estremo dell’irrigidirsi delle posizioni. Giuseppe Conte, che ha promesso una decisione entro venerdì, per ora non parla. Anche se a vertice in corso fonti vicine al premier professano ottimismo: “ci riuscirà”, porterà a casa la mediazione che ad ora sembra lontanissima.

Non si ha ad ora notizia neanche di un aggiornamento del vertice, anche se alle 19.30 è convocato a Chigi un Consiglio dei ministri, che potrebbe essere nuova sede di confronto. Le posizioni restano quelle diametralmente opposte registrate prima della riunione. La Lega vuole un Sì senza più rinvii, anche a costo di chiamare i cittadini piemontesi a pronunciarsi con un referendum o di far decidere a un voto del Parlamento. Il M5s ha reso quella per il No la battaglia della ‘vita’ politica. Fughe in avanti, avvertono dall’una e dall’altra parte, rischiano di far cadere il governo. La prima nottata di vertici “a oltranza” fa registrare uno stallo che sembra tradursi in un supplemento di analisi: si chiederà alla Francia un confronto sui criteri di finanziamenti all’opera, spiegano ufficiosamente fonti della maggioranza. E, sui bandi, al momento non ci sarebbe alcuna decisione: “aspettiamo le valutazioni giuridiche”, viene spiegato. Ma lunedì 11 marzo il cda di Telt dovrà dare il via libera ai bandi. In gioco, ricorda la commissione Ue, ci sono 800 milioni di euro che, in caso di mancato avvio delle gare, l’Italia potrebbe perdere.



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