Stanziati 9,5 milioni di euro per il nuovo piano triennale per la musica dell’Emilia-Romagna

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Mercoledì 31 marzo l’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato il secondo Piano triennale della musica, elaborato dalla giunta Bonaccini, che prevede di assegnare circa 9,5 milioni di euro – le stesse risorse del piano precedente – includendo anche fondi europei del Por Fesr e Fse, progetti ministeriali, call specifiche comunitarie e progetti di cooperazione transnazionale e transfrontaliera per attività coordinate tra l’assessorato regionale alla cultura e quelli alla formazione, al turismo e alle attività produttive.

Tra gli obiettivi del piano figurano il sostegno e la valorizzazione della musica come fattore di crescita culturale, economica e di coesione sociale; la formazione, da quella di base in età scolastica a quella più specializzata (corsi di alta formazione con finanziamento dal Fondo sociale europeo), dalla prima infanzia alla terza età; il sostegno a scuole di musica, bande e cori, a nuovi autori, start up e progetti di rete, per creare nuove imprese e lavoro qualificato; il supporto a nuove piattaforme per la diffusione e l’internazionalizzazione dei contenuti, alla fruizione della musica nei locali e nei festival, in Italia e all’estero, e per la diffusione della conoscenza dei diritti degli artisti e della legislazione.

Il piano, dopo un triennio che ha visto (in particolare nell’ultimo anno) una battuta d’arresto della circuitazione delle produzioni, sia in Italia che all’estero, a causa della pandemia, punta soprattutto sulle potenzialità offerte dal digitale per incentivare la formazione anche a distanza e per diffondere e promuovere la musica prodotta in Emilia-Romagna sia a livello nazionale che internazionale. In quest’ambito è importante il cambio di passo di Ater Fondazione, di cui viene rafforzato il ruolo di promozione delle produzioni made in Emilia-Romagna in Italia e all’estero.

Il piano, ha spiegato l’assessore regionale alla cultura Mario Felicori, “rilancia e completa le misure adottate nel triennio precedente, con la forza di una prima esperienza alle spalle che, nonostante la battuta d’arresto della pandemia, ha dato segnali positivi. L’Emilia-Romagna, una realtà metropolitana che va da Rimini a Piacenza, può diventare sempre più un grande polo della creatività in Italia, sfidando Roma e Milano, come evidenziato nel programma di mandato del presidente Bonaccini, e la musica può giocare un ruolo importante, supportata da numeri in costante crescita su produzione e consumi”.

Ma l’obiettivo, ha aggiunto Felicori, è anche più ambizioso, “ed è quello di portare i nostri autori e le nostre produzioni all’estero, sfruttando le nuove tecnologie e una promozione più forte sul mercato nazionale e internazionale, con il supporto di enti come Ater Fondazione. Non dobbiamo avere paura del digitale, nemmeno nella musica colta, anzi. Se pensiamo che la crescita dell’8% del settore nel 2019 a livello mondiale è dovuta totalmente al +23% dello streaming, capiamo che se vogliamo valorizzare la musica che si produce da noi dobbiamo primeggiare nella sfida del digitale, abbandonando nostalgie e atteggiamenti snob”.