Silk Faw a Villa Gavassa, dubbi della Regione: chieste rassicurazioni sul piano del bolide elettrico

Silk Faw S9

L’assessore allo sviluppo economico della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla ha convocato a Bologna i rappresentanti di Silk Faw, la joint venture sino-americana che ha annunciato di voler realizzare a Gavassa (alle porte di Reggio) uno stabilimento per la produzione della S9, la sua prima hypercar ibrida.

In occasione dell’incontro, in programma a Bologna nella sede dell’assessorato nella giornata di giovedì 14 luglio, Colla intende chiedere ai manager di Silk Faw risposte concrete sull’effettiva sussistenza dei fondi necessari per completare gli investimenti e realizzare l’insediamento produttivo in Emilia. “Ci devono dire se il progetto va avanti e, se è così, quali risorse finanziarie sono disponibili”, ha detto l’assessore all’agenzia di stampa Reuters: “Siamo chiaramente preoccupati. Ad oggi i flussi finanziari non sono stati all’altezza delle necessità”. La Regione ha appoggiato l’operazione destinando una cifra di 4,5 milioni di euro, che tuttavia non sono ancora stati erogati.

La notizia è rimbalzata in breve tempo anche a Reggio e ha suscitato diverse reazioni a livello politico, soprattutto tra le opposizioni: “È il primo atto concreto dopo i proclami del sindaco Vecchi di un anno fa”, ha detto il coordinatore comunale reggiano di Fratelli d’Italia Marco Eboli, secondo cui la mossa “l’avrebbe dovuta fare Vecchi, che ha già fatto approvare da mesi al consiglio comunale la variante per consentire l’insediamento produttivo e fino ai giorni scorsi parlava, anche in merito alla mancata stipula del rogito del terreno, di ritardi dovuti alle contingenze belliche ed economiche internazionali”.

Mentre l’azienda per voce del managing director Katia Bassi, Silk-Faw ha spiegato all’agenzia di stampa Reuters che la prossima settimana la startup offrirà diversi chiarimenti su vari temi, inclusi quelli finanziari. La stessa manager ha ribadito che nonostante il ritardo nell’acquisto dei terreni per la fabbrica, ha continuato a sviluppare l’hypercar S9 e due modelli elettrici denominati S7 e previsti per il 2025, oltre a lavorare per raccogliere la somma di oltre un miliardo di euro per il piano. “Questo è l’importo necessario per questo progetto, è un dato di fatto, è chiaro che non possiamo tornare indietro o farlo con un importo inferiore” ha detto Katia Bassi, aggiungendo che l’obiettivo è quello di iniziare a produrre auto in Italia e che Silk-FAW sta già approvando il bilancio 2021.

“Sarebbe ora il caso di sapere – ha chiesto Eboli – se la variante urbanistica fu approvata solo sulla base delle rassicurazioni di Romano Prodi, sponsor politico dell’operazione, o quali documenti reali abbia il Comune. Di certo il consiglio comunale non ha mai avuto la possibilità di discutere e votare il piano industriale di Silk Faw, dovendosi accontentare di semplici dichiarazioni del sindaco. Già questo è un fatto gravissimo, perché il più alto consesso rappresentativo della volontà popolare non può votare, come invece è avvenuto, una variante urbanistica su terreni di 350.000 metri quadrati sulla base di aspettative”.

“L’auspicio che formulo – ha concluso l’esponente di Fratelli d’Italia – è che la società sino-americana sia messa nelle condizioni di dover dare alla Regione risposte definitive e magari con documenti ufficiali. Il sindaco Vecchi faccia sentire la sua voce in merito, perché il suo silenzio e la sua assenza di iniziativa sono imbarazzanti”.

Sulla stessa linea i consiglieri regionali reggiani della Lega Maura Catellani e Gabriele Delmonte: “Fino ad oggi avevamo avuto sempre risposte rassicuranti, ma viene da dire che in realtà siamo riusciti a instillare qualche dubbio se ora anche la giunta regionale si dice preoccupata sul futuro di Silk Faw”.

“Grazie anche a noi l’assessorato regionale si sta svegliando: se ci allarmiamo e chiediamo conto noi di questo progetto siamo disfattisti, prevenuti e poco collaborativi, se si allarmano loro sono premurosi e attenti a dove hanno destinato le risorse. I nodi stanno venendo al pettine nonostante l’ottimismo da parte delle istituzioni, in particolare del governatore Stefano Bonaccini e del sindaco di Reggio Vecchi”.

Sulla vicenda i consiglieri leghisti hanno più volte chiesto chiarimenti alla Regione, attraverso quattro accessi agli atti (a fine dicembre 2021, lo scorso febbraio, a metà marzo e a fine maggio) e due interrogazioni, presentate lo scorso 18 gennaio e lo scorso 27 aprile: “Ora la preoccupazione di Colla impone un chiarimento definitivo”, hanno concluso Catellani e Delmonte, annunciando anche un nuovo atto ispettivo urgente.



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