Il gruppo ceco Kofola punta su Segafredo Zanetti. Il produttore di bevande, noto soprattutto per la sua alternativa alla Coca-Cola, è tra i cinque pretendenti all’acquisizione di Massimo Zanetti Beverage, uno dei maggiori gruppi italiani del caffè, con una presenza industriale storica a Pianoro, nel Bolognese, come scrive oggi Il Sole 24 Ore.
Un’operazione che potrebbe raggiungere un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro e portare sotto controllo straniero uno dei marchi più conosciuti dell’industria alimentare italiana.
Ma Kofola, protagonista del mercato delle bevande nell’Europa centrale, non è l’unico gruppo industriale interessato. In corsa c’è anche l’americana Westrock Coffee Company, con sede in Arkansas e quotata al Nasdaq. A loro si aggiungono tre fondi di investimento: One Rock Capital, Advent e BC Partners. Secondo le indiscrezioni finanziarie, le offerte preliminari sarebbero già arrivate e la selezione dovrebbe restringersi a due candidati entro la fine dell’anno.
Il gruppo Massimo Zanetti Beverage è oggi controllato per il 65% dal fondo italiano QuattroR e per il restante 35% dall’imprenditore Massimo Zanetti. Il fondo, entrato nel capitale nel 2024 per rafforzare la struttura finanziaria dell’azienda, sarebbe ora pronto a valorizzare l’investimento attraverso la cessione della propria partecipazione. Sul tavolo potrebbe finire anche l’intero capitale societario, mentre Zanetti valuterà se mantenere una quota nella nuova proprietà.
Fondata nel 1973, la società è cresciuta fino a diventare il secondo gruppo italiano del caffè per fatturato, alle spalle di Lavazza. Conta oltre 2.800 dipendenti, 19 torrefazioni e una presenza in 36 Paesi. Il 2025 si è chiuso con ricavi per 1,3 miliardi di euro, in aumento del 27%, mentre nei primi sei mesi del 2026 il fatturato ha raggiunto 693 milioni e il margine operativo lordo 60 milioni, con una crescita del 48%.
Numeri che spiegano l’interesse degli investitori internazionali. Per Kofola l’acquisizione rappresenterebbe un salto di dimensioni e un ingresso di grande peso nel mercato mondiale del caffè. Il gruppo ceco ha già avviato una strategia di espansione nel settore, acquisendo partecipazioni in attività di torrefazione e distribuzione.
Per l’Emilia, e in particolare per il distretto bolognese, la partita riguarda il futuro di un marchio industriale storico. Segafredo ha costruito a Pianoro una parte importante della propria identità produttiva, pur essendo inserita da tempo in un gruppo internazionale. Un eventuale passaggio di proprietà non comporterebbe automaticamente trasferimenti o ridimensionamenti degli stabilimenti, ma aprirebbe di certo una nuova fase nelle strategie industriali e commerciali dell’azienda.
L’operazione resta aperta e, come detto, non è stato ancora individuato un acquirente definitivo. Se l’interesse di Kofola dovesse trasformarsi in un accordo, però, un altro grande nome dell’industria alimentare italiana entrerebbe nell’orbita di un gruppo straniero.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu