Scuola, l’appello dei sindaci reggiani: “Più autonomia alle Province per non cambiare nuovamente l’orario”

studenti mascherina scuola

Al termine della riunione di coordinamento tra i sindaci dei 42 Comuni reggiani, il presidente della Provincia di Reggio Giorgio Zanni e la vicepresidente con delega alla scuola Ilenia Malavasi hanno raccolto le esigenze provenienti dal territorio in seguito all’ultimo Dpcm del 18 ottobre, in particolare in relazione al comma 6 dell’articolo 1 che specifica che “le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattiche incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9”.

“Condividiamo la volontà e l’estrema importanza di non chiudere il mondo della scuola – hanno spiegato Zanni e Malavasi – ma l’applicazione del comma 6 del nuovo Dpcm apre notevoli problematicità, rischiando di azzerare mesi di lavoro compiuto a livello locale. In questo momento il sistema scolastico provinciale sta funzionando, dopo diversi aggiustamenti migliorativi rispetto all’avvio dell’anno scolastico, anche grazie agli investimenti di oltre 2 milioni di euro fatti dalla Provincia su adattamento degli spazi, nuovi affitti e potenziamento della connettività digitale. Uno sforzo che stava portando frutti, così come il lavoro straordinario messo in campo da tutto il mondo della scuola, a partire dai dirigenti. La scuola, in questo momento, è l’ambiente più sicuro per i nostri studenti e a dimostrarlo sono anche i dati sanitari che segnalano come i focolai si stiano maggiormente sviluppando fuori da tali ambienti”.

Il nuovo Dpcm, che prevede l’indicazione a rimodulare l’orario scolastico imponendo l’ingresso a partire dalle ore nove del mattino, “comporterà notevoli difficoltà a dirigenti, insegnanti, personale amministrativo e soprattutto a studenti e famiglie”, secondo Zanni e Malavasi.

Anche il lavoro sul trasporto scolastico, iniziato a maggio con Agenzia della mobilità e Seta, “ha impiegato diversi mesi per mettere a punto un piano che fosse funzionale per tutto il territorio provinciale. È stato, ed è, uno dei temi più delicati e critici dell’avvio dell’anno scolastico”.

I trasporti sono stati adeguati dall’Agenzia della mobilità ogni settimana in base all’orario provvisorio (e continuamente in divenire) delle scuole, che peraltro hanno trovato notevoli difficoltà nel reperire insegnanti disponibili a coprire le cattedre vacanti.

Da metà ottobre, con l’orario divenuto pressoché definitivo e con un piano di potenziamento delle corse finalmente a regime, “stavamo iniziando a vedere l’efficacia di questo immane lavoro e anche le segnalazioni di problemi stavano notevolmente diminuendo”, hanno sottolineato Zanni e Malavasi, secondo i quali il nuovo Dpcm “significa ripartire da capo e far emergere nuovamente le stesse identiche criticità appena concluse, senza contare che sarà impossibile predisporre un nuovo piano trasporti da oggi a mercoledì”.

Dalla riunione di coordinamento dei sindaci reggiani è emersa quindi la seguente proposta al ministro dell’istruzione Lucia Azzolina: lasciare ai singoli territori la possibilità di organizzarsi in autonomia rispetto all’orario scolastico e al conseguente piano dei trasporti. Una richiesta, dunque, di maggiore autonomia alle Province per garantire flessibilità agli istituti in base alle diverse esigenze.

“Il cambio di orario e il vincolo di non iniziare prima delle 9, in questo momento, è fortemente deleterio per tutto il sistema”, hanno concluso il presidente Zanni e la vice Malavasi: “Continuiamo a lavorare con il massimo impegno e di concerto con i dirigenti scolastici e le aziende di trasporti, mentre già oggi inizieremo a compiere tutti i passaggi istituzionali insieme alla Regione, ad Anci e a Upi per segnalare le nostre ragioni e comprendere le intenzioni del Ministero in vista di mercoledì prossimo, giorno dell’entrata in vigore del comma in questione”.



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