Dopo la Lega, anche Fratelli d’Italia si scaglia contro le parole dell’assessora alle politiche educative del Comune di Reggio Marwa Mahmoud, che qualche giorno fa, intervenendo alla presentazione della trentacinquesima edizione del Dossier statistico immigrazione, aveva messo l’accento sulle sfide interculturali che deve affrontare la scuola italiana chiedendo ai docenti di “decolonizzare le cartine mentali e fisiche poiché, che ci piaccia o meno, i destini di chi studia e si forma in Italia appartengono già al nostro Paese”.
Per i consiglieri comunali reggiani Letizia Davoli e Mattia Marziani, “ancora una volta l’assessore Mahmoud dimostra di vivere in una realtà parallela dove a guidare le scelte educative non sono il bene di tutti i ragazzi e la costruzione del loro futuro, ma un’ideologia che distrugge i valori costitutivi del nostro Paese e del nostro continente in nome di una distorta, mal compresa e mal realizzata idea di inclusione”.
Le dichiarazioni dell’assessora sulla scuola reggiana, secondo Davoli, “anziché concentrarsi su soluzioni concrete per il bene dei nostri ragazzi sprofondano in un terreno divisivo e scorretto. Dire che il governo Meloni ha, sulla scuola, uno ‘sguardo coloniale al ribasso’ sono insulti gravi e inaccettabili e soprattutto senza alcun fondamento. Accusare l’Italia di colonialismo mentre si parla di scuola non solo è ridicolo, ma anche un tentativo di delegittimare chi difende la nostra identità nazionale con politiche serie e responsabili, che accolgono chiunque voglia far parte della nostra comunità rispettando le nostre leggi, la nostra civiltà e le nostre tradizioni e contribuendo attivamente alla crescita del nostro Paese”.
Il plurilinguismo, per Marziani, “è già ampiamente diffuso nelle nostre scuole. Anzi, la vera emergenza è semmai il contrario! È fondamentale continuare a investire nella conoscenza approfondita della lingua italiana. È questo il primo passo, la mossa fondamentale per l’integrazione, per uscire dall’isolazionismo, per accedere alla ricchezza dello studio e per contrastare la creazione di nicchie e ghetti sociali. La si smetta di attaccare con pregiudizio i docenti italiani e chi lavora nella scuola e ci si concentri su misure concrete per la nostra città. Accusare di colonialismo culturale i docenti italiani non solo è totalmente falso ma anche irrispettoso e inaccettabile, specialmente perché sostenuto da chi ricopre un ruolo istituzionale”.
Per Fratelli d’Italia, hanno concluso i due consiglieri, la scuola “non deve essere un’arena politica, ma un pilastro per la crescita e lo sviluppo della nostra comunità e dei nostri giovani. L’amministrazione reggiana la smetta di parlare sempre e solo di presunte lacune del governo nazionale e si concentri nel fare qualcosa di buono per questa città, perché non si vede niente in questo senso. La gravità delle sfide sociali della nostra comunità merita serietà e fatti, non accuse ideologiche inconsistenti e irrealistiche”.
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