“Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile”: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta così gli scontri scoppiati nella serata di lunedì 20 luglio tra manifestanti e forze dell’ordine nel capoluogo dell’Emilia-Romagna.
Sul decesso di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne di origine marocchina morto domenica mattina in via Svevo – nel quartiere Pilastro di Bologna – durante l’intervento di due agenti della Polizia di Stato, “è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore”, riconosce la premier: “La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno”.
Ma, aggiunge Meloni, “nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine. Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro”.
“Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio”.






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