“Noi di reti ci riteniamo abbastanza esperti e ci piacerebbe trovare con Lei i fili giusti, per tessere percorsi e provare a sciogliere nodi”. Le Sardine si rivolgono così a Giuseppe Conte nella lettera-manifesto indirizzata al premier e ospitata da Repubblica. Nell’intervento, firmato ‘6000 Sardine’, gli attivisti che hanno riempito le piazze di tutta Italia suggeriscono un’agenda con delle priorità, come Sud, Sicurezza e Dignità.
“Presidente, noi non abbiamo nulla da insegnare, ma oggi tutti ci chiedono come si sconfigge quel populismo che fino a tre mesi fa sembrava inarrestabile. Non chiediamo riconoscimenti ma ascolto”, affermano: “Non siamo un partito e neanche un governo ma quella connessione che la politica va cercando da decenni e quell’abbraccio che per troppo tempo è mancato tra noi italiani. Siamo il ritorno alla partecipazione, ma non presentiamo conti da saldare” e “preferiamo i politici coraggiosi e lungimiranti a quelli che ogni giorno dicono di risolvere un problema”.






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Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.
Sembrano persone pacifiche alle quali è chiesto, in Italia, di non contrastare la nostra Costituzione. Tuttavia anche a loro è possibile parlare del Vangelo.