San Possidonio, sindaco preso a schiaffi

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Il sindaco Carlo Casari è stato vittima di un’aggressione nel Comune di San Possidonio. Attorno alle ore 18 un uomo residente nella Bassa modenese, noto per le sue intemperanze, è entrato in Municipio urlando per motivi non ancora en chiariti contro alcuni dipendenti comunali.

Proprio in quei momenti concitati, il sindaco Carlo Casari stava uscendo dal Municipio e sentendo le urla avrebbe deciso di fermarsi e capire le ragioni del baccano. A quel punto è scattata l’aggressione con uno schiaffo in pieno volto che ha ferito il primo cittadino a uno zigomo. L’aggressore è stato poi allontanato e infine denunciato ai carabinieri.

Dopo il grave episodio è intervenuto, a sostegno di Carlo Casari, il presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei: “Sono allibito. Ho letto con sgomento dell’aggressione al sindaco di San Possidonio Carlo Casari. Da amministratore so bene quanto impegno occorra per occuparsi, ogni giorno, del bene della propria comunità di cittadini e resto allibito leggendo quello che è accaduto. Un cittadino ha il pieno diritto di esprimere il proprio pensiero, il proprio dissenso e non voglio entrare nel merito delle cause che hanno scatenato l’aggressore- ha scritto Tomei sulla pagina Facebook di Casari- ma il ricorso alla violenza, sia verbale che fisica, va condannato in ogni sua espressione e con ogni mezzo”.

Il segretario Pd della provincia di Modena Roberto Solomita ha espresso solidarietà e vicinanza al sindaco di San Possidonio Carlo Casari colpito al volto da un cittadino violento. “Ho chiamato il sindaco di San Possidonio Carlo Casari, per esprimergli solidarietà e vicinanza, come collega e rappresentante del Pd. È un’altra storia emblematica del carico di tensione che vivono quotidianamente gli amministratori, sempre più vittime incolpevoli del livello di aggressività che serpeggia nelle nostre comunità e si scarica contro i rappresentanti delle istituzioni. In democrazia il diritto al dissenso è inviolabile, ma la violenza non è mai giustificata. Proprio perché siamo in democrazia condanneremo sempre la violenza in tutte le sue forme”.



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