Rubiera. Italcuscinetti, illegittimo licenziamento. Il giudice: va reintegrato

italcuscinetti

Dopo più di un anno trova una risoluzione positiva la vicenda che il 27 marzo 2019 aveva portato al licenziamento del delegato sindacale dell’Italcuscinetti di Rubiera. Oggi il giudice del lavoro di Reggio Emilia ha emesso sentenza e disposto il reintegro del lavoratore.

L’ Italcuscinetti aveva licenziato ingiustamente, come sostenuto fin da subito dalla Filcams Cgil, il delegato sindacale aziendale accusandolo di aver usufruito scorrettamente della legge 104 per assistere un familiare malato.
Permessi di legge che al tempo del provvedimento disciplinare il lavoratore aveva utilizzato per la prima volta in quell’occasione e che, come confermato dalla sentenza odierna, non si configuravano in alcun modo come motivo di licenziamento.

“Abbiamo contestato e impugnato il licenziamento immediatamente – commenta Luca Chierici, Segretario Generale della Filcams Cgil – Si è trattato di un licenziamento illecito, pretestuoso e oggettivamente deprecabile in quanto mirato a colpire una persona la cui unica colpa era stata quella di dover assistere un familiare in stato di necessità. Oggi finalmente viene fatta giustizia ed il giudice del Lavoro ha emesso la sentenza per cui la nostra Rsa, il lavoratore Mirco Gilioli, deve e può rientrare al lavoro”.

“L’Azienda – continua la Filcams – aveva addirittura assoldato un investigatore privato per seguire il delegato, spiandone tutti i movimenti, ma il giudice del lavoro ha ribadito la correttezza del comportamento del dipendente.
Ci resterà sempre il sospetto che Mirco sia stato licenziato non per aver usato la legge 104, ma per la volontà dell’Azienda di colpire lui in quanto rappresentante sindacale, lanciando così un messaggio al sindacato tutto, ebbene oggi quel messaggio viene rispedito al mittente”.

“Oggi viene ribadito un principio importantissimo, anche per i colleghi di Mirco – conclude il sindacato – far valere i propri diritti è sempre la strada giusta, anche e soprattutto laddove l’azienda provi a calpestarli”.