La procura di Bologna ha chiesto il processo per 49 detenuti che il 9 marzo del 2020, proprio all’inizio del periodo di lockdown imposto dal governo per fronteggiare l’emergenza Covid-19, animarono la rivolta scoppiata all’interno del carcere bolognese della Dozza, dando vita alla dura protesta che provocò disordini e permise ai detenuti di prendere temporaneamente il controllo di una parte dell’istituto penitenziario. Secondo la ricostruzione dell’accusa furono otto gli istigatori della protesta.
Il pubblico ministero Elena Caruso contesta a vario titolo episodi di danneggiamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, reati che si sarebbero configurati nel lancio di sgabelli, sedie e gambe di tavoli contro la polizia penitenziaria.
Due detenuti dovranno rispondere anche dell’accusa di tentata evasione per aver cercato di calarsi dal tetto dell’edificio, prima di essere intercettati e fermati dagli agenti, mentre altri soggetti sono stati identificati nell’atto di lanciare oggetti che avrebbero dovuto impedire l’intervento delle forze dell’ordine.






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Mi piacerebbe che diventasse in parco giochi esempi in Romagna c'è ne con la possibilità di grandi eventi
.....e pensare che questi talenti gestiscano attivita' con migliaia di dipendenti e' ancora piu'spaventoso......!!!!