La Regione Emilia-Romagna ha dato parere favorevole alla relazione tecnica contraria alla richiesta di riformulazione del calendario scolastico regionale, proposta attraverso una petizione popolare che chiedeva in particolare di anticipare l’inizio dell’anno scolastico dal 15 al 13 settembre.
La relazione è stata illustrata in commissione cultura da Francesca Bergamini, dirigente regionale del settore istruzione, che ha ricordato come la Regione nel 2012 si sia dotata di un “calendario perenne” che indica la data di inizio e quella di fine delle scuole, oltre ai giorni di sospensione delle lezioni per le celebrazioni dei defunti, delle festività natalizie e di fine anno e delle festività pasquali.
Una programmazione che, come ha rilevato Bergamini, “rientra nelle logiche del quadro normativo nazionale e della legge regionale del 2003”. La norma nazionale impone per ogni scuola 200 giornate scolastiche effettive, pur lasciando alcuni spazi di manovra ai singoli istituti scolastici: per questo motivo l’avvio del calendario scolastico “deve tenere conto di un insieme di aspetti”, come la completezza degli organici e il margine di autonomia delle scuole nell’organizzare le proprie attività.
Per la consigliera regionale del Pd Marilena Pillati le motivazioni di anticipo e posticipo del calendario scolastico indicate nella petizione “sono legittime, ma data la complessità del sistema scolastico e del suo funzionamento, oltre che delle istituzioni coinvolte, il calendario deve essere stabile, pur consentendo margini di autonomia alle singole realtà scolastiche. Dopo 10 anni restano valide le ragioni che hanno fissato il calendario scolastico regionale con inizio il 15 settembre e termine il 6 giugno”.






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