Il sindaco di Reggio Emilia si schiera con il governatore della Regione Stefano Bonaccini e parla di scelta sbagliata da parte del governo sul commissario per ricostruzione: “Abbiamo sempre pensato che la scelta più razionale come commissario per la ricostruzione dell’Emilia-Romagna dopo l’alluvione fosse quella del presidente della Regione Stefano Bonaccini.
Lo pensavamo perché questa è sempre stata la prassi della gestione dell’emergenze nel paese, perché questo era il parere di tanti sindaci e presidenti di regione di ogni colore politico, perché la relazione e la conoscenza del territorio è condizione fondamentale per un efficace governo della ricostruzione.
Il Governo si è assunto la responsabilità di scegliere un modello di gestione centralista che non condividiamo.
Tuttavia va detto che il Generale Figliuolo si è mostrato durante la gestione pandemica figura autorevole, seria, ed equilibrata.
In qualità di presidente di Anci Emilia-Romagna posso assicurare che garantiremo massima collaborazione al nuovo commissario.
Ora però è fondamentale che vi sia certezza di risorse adeguate, sia sulla somma urgenza, sia sul finanziamento della ricostruzione.
Urgenza e ricostruzione devono essere parte di una comune strategia.
Le popolazioni della Romagna hanno bisogno di risorse e di risposte. Ci auguriamo che il tempo dell’attesa e talvolta della brutta speculazione politica sia finito”.






Ultimi commenti
Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.