La squadra mobile della polizia di stato ha eseguito nei giorni scorsi una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonio Gualtieri, considerato uno dei vertici della cosca di ’ndrangheta emiliana e già condannato nel processo “Aemilia”. Il provvedimento, emesso dal GIP del tribunale di Bologna su richiesta della direzione distrettuale antimafia, arriva mentre il boss si trova già detenuto da novembre 2024 per intestazione fittizia di beni e omessa comunicazione di variazione patrimoniale.
Secondo le indagini, coordinate dalla DDA e condotte dalla squadra mobile, tra il 2019 e il 2022 Gualtieri, tramite una società a lui riconducibile, sarebbe riuscito a rientrare in possesso di beni immobiliari finiti all’asta, ricorrendo a minacce e pressioni per condizionare gli aggiudicatari. In un caso, avrebbe costretto una coppia a rivendere un terreno agricolo in via Pascal alle condizioni da lui imposte, dopo un’aggiudicazione di 92mila euro. In un altro episodio, nel 2020, avrebbe impedito l’assegnazione della sua ex villa di via Strozzi a un acquirente estraneo alla famiglia, forzandolo a rinunciare e facendogli perdere la caparra di oltre 12mila euro.
Le operazioni, secondo l’accusa, sarebbero state condotte con la collaborazione di familiari, fra cui il fratello Rosario, già condannato con patteggiamento per intestazione fittizia di beni. L’immobile e il patrimonio della società riconducibile a Gualtieri risultano attualmente sotto sequestro preventivo.
Per queste condotte e altri reati contestati con l’aggravante mafiosa, la DDA ha notificato a Gualtieri e ad altri indagati l’avviso di conclusione delle indagini. Resta valida la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.






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